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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Nella foresta pluviale, i mammiferi che vivono nella canopia sono più sensibili ai disturbi umani</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2019/05/nella-foresta-pluviale-i-mammiferi-che-vivono-nella-canopia-sono-piu-sensibili-ai-disturbi-umani/</link>
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		<pubDate>31 Mag 2019 15:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Cambiamento climatico, Deforestazione, Fauna selvatica, Foreste, Foreste tropicali, e Mammiferi]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Una nuova ricerca basata su trappole fotografiche arboree ha scoperto che i mammiferi che vivono nella canopia sono particolarmente sensibili agli impatti dei disturbi umani nelle foreste pluviali e che questi effetti sono spesso trascurati dai metodi di indagine più tradizionali.<br />- Si è scoperto che le specie arboricole di taglia grande, come la scimmia lanosa peruviana e l'atele faccia-nera, entrambe in via di estinzione, sono maggiormente colpite dai disturbi arrecati alla foresta, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Diversity and Distributions nelle scorse settimane.<br />- Questi primati sono importanti dispersori di sementi per alberi dal legno duro, i quali contribuiscono in modo sproporzionato alla biomassa delle foreste tropicali. La perdita di queste specie potrebbe quindi portare a effetti a cascata degli ecosistemi che potrebbero costituire una minaccia significativa per il potenziale stoccaggio del carbonio nelle foreste tropicali deteriorate.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Una nuova ricerca basata su trappole fotografiche arboree ha scoperto che i mammiferi che abitano nella canopia sono particolarmente sensibili agli impatti dei disturbi umani nelle foreste pluviali e che questi effetti vengono spesso trascurati dai metodi di monitoraggio più tradizionali. Secondo lo studio pubblicato nelle scorse settimane su Diversity and Distributions , si è scoperto che le specie arboricole di taglia grande come la scimmia lanosa peruviana e l&#8217;atele faccia-nera, entrambe in via di estinzione, sono maggiormente colpite dai disturbi arrecati dagli umani nella foresta. Questi primati sono importanti dispersori di sementi per gli alberi da legno duro, i quali contribuiscono in modo sproporzionato alla biomassa delle foreste tropicali. La perdita di queste specie potrebbe quindi portare a effetti a cascata degli ecosistemi che potrebbero costituire una minaccia significativa per il potenziale stoccaggio di carbonio nelle foreste tropicali deteriorate. &#8220;Le valutazioni a livello comunitario del modo in cui la biodiversità risponde alle perturbazioni all&#8217;interno degli habitat forestali sono spesso influenzate da indagini effettuate solo a livello terrestre&#8221;, osservano gli autori nello studio. &#8220;Tuttavia, recenti ricerche suggeriscono che le comunità arboricole di diversi gruppi di indicatori (formiche, anfibi, scarafaggi e farfalle) sono più suscettibili ai disturbi umani rispetto alle loro controparti terrestri, ma cosa sappiamo della fauna selvatica che vive a livelli trofici più alti?&#8221; Per rispondere a questa domanda, un team internazionale di ricercatori guidati da Andrew Whitworth, dell&#8217;Università di Glasgow, ha dislocato trappole fotografiche sia sul terreno che in alto tra gli alberi del Parco Nazionale di Manu,&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/05/nella-foresta-pluviale-i-mammiferi-che-vivono-nella-canopia-sono-piu-sensibili-ai-disturbi-umani/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>680.000 acri di foresta pluviale amazzonica a rischio per la costruzione di nuove strade in Perù</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/03/680-000-acri-foresta-pluviale-amazzonica-rischio-la-costruzione-nuove-strade-peru/</link>
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		<pubDate>12 Mar 2018 15:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Morgan Erickson-Davis]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[America meridionale e Perù]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Aree protette, Deforestazione, Foreste, e Foreste tropicali]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Il governo peruviano ha dato il via libera alla costruzione a raffica di nuove strade lungo il confine tra il Perù e il Brazile nelle regioni di Ucayali e di Madre De Dios.<br />- La strada principale si estenderebbe per circa 277 km (172 miglia) lungo la foresta pluviale amazzonica, collegando le città di Puerto Esperanza e Iñapari.<br />- Secondo uno studio recente, circa 680.000 acri (2.750 chilometri quadrati) della foresta pluviale principale, un’area  tanto grande quanto lo stato di Samoa, sarebbero minacciate dalla costruzione delle nuove strade.<br />- Il percorso proposto per la strada principale andrebbe oltretutto ad attraversare due riserve indigene e un parco nazionale.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Alla fine dello scorso anno, il governo peruviano ha dato il via libera alla costruzione di nuove strade lungo il confine del Perù con il Brasile nelle regioni di Ucayali e di Madre de Dios. La strada principale si estenderebbe per circa 277 km (172 miglia) collegando le città di Puerto Esperanza e di Iñapari. Tale pianificazione ha però un costo. Secondo una nuova ricerca circa 680.000 acri (2750 km quadri) di foresta pluviale principale verrebbero minacciate dalla costruzione delle strade, tra cui la foresta che risiede all’interno delle aree protette e delle riserve indigene. Tale studio è stato condotto dal progetto monitoraggio della Amazzonia andina (MAAP), un programma di ricerca della Associazione Conservazione della Amazzonia e della Conservación Amazónica. Il team del MAAP ha analizzato i dati satellitari raccolti dalla Università del Maryland per determinate la estensione della foresta primaria nella regione. I ricercatori, utilizzando come variabile proxy la deforestazione lungo la superstrada interoceanica hanno elaborato una stima della quantità di foresta che si perderebbe attraverso la costruzione di queste strade. Hanno così scoperto che la superstrada interoceanica comporta una area di ‘deforestazione considerevole’ (80 percento di perdita forestale) che si estende per 10 chilometri lungo il suo percorso. Se tale schema si ripete anche nel caso delle nuove strade proposte, lo studio prevede che 680.000 acri come minimo, ossia una area tanto grande quanto lo stato di Samoa, potrebbero venire persi a seguito delle attività di deforestazione implicate. La strada principale si estenderebbe per 277 chilometri (172 miglia)&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/03/680-000-acri-foresta-pluviale-amazzonica-rischio-la-costruzione-nuove-strade-peru/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Indizi dalle fototrappole sulla capacità degli animali selvatici di prevedere terremoti forti dimensioni settimane prima</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2016/06/indizi-dalle-fototrappole-sulla-capacita-degli-animali-selvatici-prevedere-terremoti-forti-dimensioni-settimane/</link>
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		<pubDate>20 Giu 2016 10:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mike DiGirolamo]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, e Fauna selvatica]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Gli scienziati hanno da sempre scartato le relazioni sul comportamento strano degli animali prima dei terremoti, spesso a causa della loro natura aneddotica e della mancanza di fonti attendibili.<br />- Dall’esame delle fototrappole, gli scienziati sono riusciti a osservare dei mutamenti nel comportamento degli animali nell’intervallo di tempo precedente un terremoto di magnitudo 7.0 nel parco nazionale Yanachaga.<br />- Il presente studio sembra validare una credenza diffusa sulla capacità degli animali di percepire i terremoti imminenti e sulle loro reazioni più evidenti all’arrivo dei sismi.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Ventitre giorni prima di un forte terremoto nel 2011 gli animali avevano iniziato a scomparire in parte del parco nazionale Yanachanga in Peru. A quasi 24 ore dal sisma avevano completamente evacuato l’area. Uno studio recente che ha documentato fotograficamente la ritirata degli animali induce a pensare gli animali abbiano un’inspiegabile abilità di percepire e di fuggire dai presagi fastidiosi di attività sismica. Gli scienziati hanno da sempre scartato le relazioni sul comportamento strano degli animali prima dei terremoti, spesso a causa della loro natura aneddotica e della mancanza di fonti attendibili. Secondo lo studio, , pubblicato sulla rivista Physics and Chemistry of the Earth, “La scarsa frequenza e l’imprevedibilità dei terremoti implicano che gli studi sismici più rilevanti soffrano inevitabilmente per le piccole dimensioni dei campioni e per la difficile riproducibilità a parità di condizioni.”. Tuttavia esistono poche osservazioni credibili di comportamenti animali anomali. Per esempio, prima del terremoto di magnitudo 6.3 del 2009 a L’Aquila, i ricercatori avevano rilevato un insolito comportamento delle rane in aree in cui avevano rilevato anche dei disordini atmosferici che si manifestano tipicamente prima di un sisma. Paca rodent (Cuniculus paca). Un roditore Paca (Cuniculus-paca). Fotografia concessa da Team Network. Il presente studio si basa su immagini di fototrappole collocate nel parco nazionale di Yanachanga dal gruppo ambientalista Tropical Ecology and Assessment and Monitoring Network della Virginia. Nei 30 giorni precedenti al terremoto – e il giorno successivo – le fototrappole hanno operato 24 ore su 24 in nove postazioni distribuite in tutto&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/06/indizi-dalle-fototrappole-sulla-capacita-degli-animali-selvatici-prevedere-terremoti-forti-dimensioni-settimane/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa aspetta le foreste pluviali nel 2016? 10 aspetti da tenere sott&#8217;occhio</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2016/02/cosa-aspetta-le-foreste-pluviali-nel-2016-10-aspetti-da-tenere-sottocchio/</link>
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		<pubDate>22 Feb 2016 06:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rhett Butler]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Amazzonia, Brasile, Indonesia, Malesia, e Perù]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Aree protette, Conservazione, Deforestazione, Foreste pluviali, e Verde]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Dai devastanti incendi forestali in Indonesia, l'approvazione ufficiale del REDD+ alle conferenze climatiche di Parigi e la fondazione di svariati parchi nazionali importanti, ce ne sono stati di motivi per i quali essere entusiasti nel 2015 per quanto riguarda il mondo delle foreste pluviali. Cosa ci aspetta nel 2016?<br />- Qui ci sono alcuni fattori che nel nuovo anno terremo d'occhio da vicino.<br />- Quali sono gli altri aspetti legati alle foreste pluviali da tenere d'occhio nel 2016? Aggiungi il tuo commento tramite la funzione commento qui sotto.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Dai devastanti incendi forestali in Indonesia, l&#8217;approvazione ufficiale del REDD+ alle conferenze climatiche di Parigi e la fondazione di svariati parchi nazionali importanti, ce ne sono stati di motivi per i quali essere entusiasti nel 2015 per quanto riguarda il mondo delle foreste pluviali. Cosa ci aspetta nel 2016? Qui ci sono alcuni fattori che nel nuovo anno terremo d&#8217;occhio da vicino. 1. El Niño Tipicamente El Niño causa delle significative siccità nel Sudest asiatico, nelle Amazzoni meridionali e occidentali e nelle regioni boreali, aumentando esponenzialmente il rischio di incendi forestali catastrofici appiccati dall&#8217;uomo. Con la forte presenza di el Niño dello scorso anno che si prevede continuerà anche nel 2016, l&#8217;Indonesia, il Brasile, la Russia e il Canada potrebbero sperimentare una rinascita di incendi forestali. L&#8217;Indonesia in particolare desta forte preoccupazione dato il danno causato dagli incendi di territori ricchi di torba della scorsa estate e autunno. Per un paio di mesi, le emissioni giornaliere date dagli incendi in Indonesia hanno superato le emissioni giornaliere dall&#8217;intera economia degli Stati Uniti. 2. Beni a basso costo Il prezzo della maggior parte dei beni ha continuato a scendere per gran parte del 2015,frenando gli investimenti nel campo dell&#8217;estrazione e delle esplorazioni energetiche. Mentre non c&#8217;è stata una chiara indicazione di un simile calo negli investimenti sull&#8217;agricoltura industriale e sullo sviluppo delle piantagioni, se il prezzo dell&#8217;olio di palma, della soia e del bestiame rimangono in depressione ciò potrebbe iniziare a interessare anche i prezzi dell&#8217;entroterra, minando l&#8217;applicabilità di progetti marginali di&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/02/cosa-aspetta-le-foreste-pluviali-nel-2016-10-aspetti-da-tenere-sottocchio/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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