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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Gli escrementi degli ippopotami contengono molto silicio, vitale per i fiumi e i laghi africani</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2019/05/gli-escrementi-degli-ippopotami-contengono-molto-silicio-vitale-per-i-fiumi-e-i-laghi-africani/</link>
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		<pubDate>29 Mag 2019 10:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shreya Dasgupta]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Africa e Kenya]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Conservazione, Fauna selvatica, e Mammiferi]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Secondo un nuovo studio, gli ippopotami, masticando durante la notte grandi quantità di erba ricca di silicio e defecando durante il giorno nel fiume Mara, contribuiscono a trasportare il silicio dalla terra all'acqua. Questo è vitale per la salute del fiume e dei laghi che si trovano verso valle.<br />- I ricercatori hanno analizzato campioni di terreno, acqua, erba ed escrementi di ippopotamo, raccolti in vari punti lungo il fiume Mara, scoprendo così che gli ippopotami, da soli, contribuiscono ad oltre il 76% del silicio che viene trasportato lungo il fiume.<br />- Se gli ippopotami del fiume Mara diminuissero, si potrebbe verificare una riduzione nella quantità di silicio che arriva sino ai laghi. Questo, a sua volta, causerebbe un aumento delle fioriture algali, che possono consumare l'ossigeno presente nei laghi a valle e ucciderne la fauna ittica.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Nel panorama della savana africana orientale, gli ippopotami e i loro escrementi rivestono un ruolo critico. Secondo un nuovo studio, questi enormi ruminanti, masticando durante la notte grandi quantità di erba ricca di silicio e defecando durante il giorno nel fiume Mara, contribuiscono a trasportare il silicio dalla terra all&#8217;acqua. Questo è vitale per la salute del fiume e dei laghi che si trovano verso valle. Jonas Schoelynck, ricercatore post-dottorale presso l&#8217;Università di Anversa (Belgio) e autore principale dello studio, si trovava ad una presentazione sul ruolo degli ippopotami (Hippopotamus amphibius) nell&#8217;ecosistema del Mara quando, per la prima volta, si interessò al ruolo degli ippopotami nel trasporto di silicio (Si). “È stato in quell&#8217;occasione che ho avuto l&#8217;idea di collegare il comportamento degli ippopotami al ciclo del silicio,” ha detto Schoelnyck a Mongabay. “Avevo già visto ippopotami in natura e sapevo che spargono tonnellate di letame nell&#8217;acqua facendo roteare la coda. Dopodiché, si è trattato solo di trovare il team giusto e le risorse per poter condurre una spedizione nel Masai Mara.” Una volta arrivati in Kenya, Schoelnyck e colleghi hanno raccolto campioni di terreno, acqua, erba ed escrementi di ippopotamo in vari punti lungo il fiume Mara. Lungo alcuni tratti del fiume, il gruppo ha avvistato fino a ottanta di questi pachidermi, mentre in altri ce n&#8217;erano pochi o nessuno. Analizzando questi campioni, i ricercatori hanno scoperto che gli ippopotami inclusi nel loro studio consumavano, attraverso la vegetazione, circa 800 kg di silicio al giorno. Circa la metà finiva&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/05/gli-escrementi-degli-ippopotami-contengono-molto-silicio-vitale-per-i-fiumi-e-i-laghi-africani/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>La narrazione orale permette alle popolazioni indigene di preservare i loro ambienti</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/01/la-narrazione-orale-permette-alle-popolazioni-indigene-preservare-ambienti/</link>
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		<pubDate>11 Gen 2018 10:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Lanese]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Bolivia e Kenya]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente e Conservazione]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Secondo i biologi della conservazione, la narrazione orale indigena è uno strumento potente per la preservazione delle loro biodiversità.<br />- I conservazionisti dovrebbero superare la loro storica negligenza sul campo attraverso l’autentica collaborazione con le popolazioni indigene e l’ascolto dei loro racconti.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Mentre la luna sorge sull’Amazzonia boliviana, gli Tsimani si radunano attorno al fuoco per raccontarsi delle storie. Un biologo della conservazione seduto in mezzo a loro porge l’orecchio per catturare ogni loro parola, scoprendo così di avere tanto da imparare da quel ricco patrimonio culturale. La narrazione orale indigena è uno strumento potente per la preservazione delle biodiversità secondo Álvaro Fernández-Llamazares, un ricercatore ambientale dell’Università di Helsinki, in Finlandia. Dopo avere ascoltato le storie indigene in Bolivia, in Costa Rica in Kenya e in Madagascar, Fernández-Llamazares ha proposto la teoria secondo cui la narrazione orale può trasformare il modo in cui i biologi della conservazione lavorano con gli indigeni. Questo è quanto sostiene in un suo articolo, apparso su un numero recente di Conservation Letters e scritto in collaborazione con la famosa biologa della conservazione, Mar Cabeza, anche lei dell’Università di Helsinki. Durante i suoi anni di lavoro sul campo, la Cabeza ha raccolto delle storie da condividere con sua figlia. In esse ha notato la potenzialità di coinvolgere gli indigeni nella protezione dei loro ambienti. Fernández-Llamazares ha infatti dichiarato in un’intervista: ‘Durante il nostro lavoro sul campo in Kenya dove ascoltavamo le storie raccontate dalle popolazioni indigene dei Daasanach e dei Maasai, mentre eravamo seduti attorno al fuoco abbiamo iniziato a pensare ai modi in cui la narrazione orale potesse venire introdotta negli ambiti di conservazione’. Un membro anziano della popolazione Daasanach racconta storie di folclore della vita selvaggia locale come parte di un progetto di partecipazione dell’Università di&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/01/la-narrazione-orale-permette-alle-popolazioni-indigene-preservare-ambienti/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Reportage fotografico: inquinamento, sovrapesca ed eccesso di alghe ‘mettono in ginocchio’ il secondo lago più grande del mondo</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2015/10/reportage-fotografico-inquinamento-sovrapesca-ed-eccesso-di-alghe-mettono-in-ginocchio-il-secondo-lago-piu-grande-del-mondo/</link>
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		<pubDate>14 Ott 2015 16:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Africa Orientale, Kenya, Tanzania, e Uganda]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Archivio, In primo piano, e Verde]]></topic-tags>
		
		
		    	<description><![CDATA[<p>Attrezzatura da pesca accanto alla pesca del giorno sulla costa del lago Vittoria. Fotografia di: Isaiah Esipisu. Il lago Vittoria è il maggiore bacino di acqua dolce africano e il secondo lago più grande del mondo. Attualmente, questo bacino d’acqua deve fare i conti con l’inquinamento causato dai rifiuti industriali e agricoli, così come dagli [&#8230;]</p>
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]]></description>
						<content:encoded><![CDATA[Attrezzatura da pesca accanto alla pesca del giorno sulla costa del lago Vittoria. Fotografia di: Isaiah Esipisu. Il lago Vittoria è il maggiore bacino di acqua dolce africano e il secondo lago più grande del mondo. Attualmente, questo bacino d’acqua deve fare i conti con l’inquinamento causato dai rifiuti industriali e agricoli, così come dagli scarichi di Kisumu, la terza città più grande del Kenya con quasi 400 mila abitanti. La situazione è aggravata dalla pesca illegale, dalla caccia di novellame e dall’infestazione dei giacinti d’acqua (Eichhornia crassipes). Un altro problema è rappresentato dal pesce carnivoro Persico del Nilo (Lates niloticus), un esemplare di pesce molto grande che può raggiungere i 200 kg e che, dopo essere stato introdotto in questa area, ha sterminato quasi la metà delle 500 o più specie di Ciclidi presenti nel lago Vittoria — specie ittiche native colorate che una volta abbondavano in questo bacino. Moris Okulo, ecologista che lavora come guida presso la spiaggia di Dunga a Kisumu da 20 anni, ha dichiarato a mongabay.com: “Questo lago si trova in uno stato pietoso”. Ha infatti osservato: “Tutto ciò che riguarda il lago non va. I pescatori usano l’attrezzatura sbagliata, ma nessuno li ferma. Le industrie scaricano i rifiuti nel lago, ma nessuno interviene. Alcuni hanno costruito strutture sull’acqua, tra cui le latrine, e le autorità, pur sapendo, non intervengono”. Moris Okulo, ecologista che lavora come guida presso la spiaggia di Dunga, Kenya, mostra delle tilapie adulte del lago Vittoria. Okulo afferma che molte specie&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2015/10/reportage-fotografico-inquinamento-sovrapesca-ed-eccesso-di-alghe-mettono-in-ginocchio-il-secondo-lago-piu-grande-del-mondo/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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