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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Le 10 migliori BUONE notizie sull’ambiente del 2016</title>
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		<pubDate>20 Gen 2017 15:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shreya Dasgupta]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Conservazione, Deforestazione, Fauna selvatica, Foreste, Foreste tropicali, Oceani, e Specie in pericolo]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Alcune specie animali hanno mostrato segni di ripresa dopo anni di declino.<br />- Nel 2016 il mondo ha protetto seriamente i nostri oceani istituendo alcune delle più grandi aree marine protette mai create.<br />- Alcuni paesi hanno agito per chiudere il mercato interno di avorio, mentre dei ricercatori hanno individuato l’albero più alto del mondo.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Come sempre, Mongabay ha trattato diverse storie sull’ambiente quest’anno. Mentre alcune specie si sono estinte, ne sono state scoperte parecchie nuove. Alcune foreste sono state distrutte, ma altre sono state ripristinate. Proponiamo qui di seguito alcune delle notizie “più felici” del 2016 (in nessun ordine particolare), dall’istituzione di vasti parchi marini e specie animali in ripresa dopo anni di declino, a una riserva per i primati più grandi del pianeta e maggiori restrizioni per il traffico di fauna selvatica. 1. In ripresa animali quasi estinti Per alcuni animali il 2016 è stato un buon anno. Ad esempio, per l’urocione delle Channel Islands, in California. Ad agosto lo United States Fish and Wildlife Service statunitense ha proposto di rimuovere dalla Federal List of Threatened and Endangered Wildlife tre sottospecie di urocione delle Channel Islands che si trovano sulle isole di San Miguel, Santa Rosa e Santa Cruz. Secondo lo USFWS, questo è stato il più rapido recupero di una specie di mammiferi nella storia dell’Endangered Species Act, ottenuto grazie a un vigoroso piano di recupero. Un’altra specie della California, la rana della Sierra Nevada dalle zampe gialle, ha mostrato veloci segni di ripresa. Un tempo prossime all’estinzione, secondo uno studio recente il numero di queste rane sembra essere settuplicato negli ultimi 20 anni. Quest’anno l’efficacia delle misure di conservazione si è rivelata anche nel miglioramento dello stato di conservazione di specie come il panda gigante, l’antilope tibetana, il wallaby dalle briglie e il ratto dei nidi intrecciati maggiore. Il panda gigante,&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2017/01/le-10-migliori-buone-notizie-sullambiente-del-2016/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Dissenso sulle dighe: I capi della comunità dietro le sbarre in Guatemala dopo le proteste ai progetti idrici</title>
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		<pubDate>07 Mar 2016 10:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Cuffe]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[America Centrale, America Latina, e Guatemala]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente e Verde]]></topic-tags>
		
		
		    	<description><![CDATA[<p>Donne Maya in protesta contro i piani idroelettrici a Santa Cruz Barillas, Guatemala occidentale, il 16 Marzo 2014.L’opposizione locale alla costruzione di dighe ed altri progetti sulle risorse naturali dell’area hanno provocato un accanimento del governo contro gli attivisti. Fotografia di: Luis Miranda Brugos / Alba Sud Fotografia. Il giovedi è uno dei due giorni [&#8230;]</p>
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						<content:encoded><![CDATA[Donne Maya in protesta contro i piani idroelettrici a Santa Cruz Barillas, Guatemala occidentale, il 16 Marzo 2014.L’opposizione locale alla costruzione di dighe ed altri progetti sulle risorse naturali dell’area hanno provocato un accanimento del governo contro gli attivisti. Fotografia di: Luis Miranda Brugos / Alba Sud Fotografia. Il giovedi è uno dei due giorni di visita settimanali al centro maschile di detenzione preventive della città di Huehuentenango. Le donne dell’area (chiamata anche Huehuentenango) del Guatemala occidentale iniziano a fare la fila fuori alle prime ore del mattino, ed alle nove vengono ammesse una alla volta per vedere i loro parenti. I detenuti ed i visitatori si aggregano in gruppetti, seduti su sgabelli di plastica in uno dei due cortili di cemento della sovraffollata struttura, a pochi isolati dalla piazza centrale della città. Saúl Méndez e Rogelio Velásquez non hanno altri visitatori oggi a parte il nostro reporter. Si trovano a otto estenuanti ore di bus a sud dalla loro casa nella municipalità di Santa Cruz Barillas, e le loro consorti sono impregnate ad accudire parecchi bambini mentre cercano di far quadrare i conti. Non è la prima volta che i due leader della comunità sono stati privati della loro libertà nella loro opposizione dal basso ai progetti di dighe idroelettriche di compagnie transnazionali – tra cui un progetto “bollino verde” per la vendita di carbon credit ad investitori internazionali. “La nostra comunità è in prima linea in questa lotta.” Méndez sostiene, cercando di spingersi un po’ oltre per essere&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/03/dissenso-sulle-dighe-i-capi-della-comunita-dietro-le-sbarre-in-guatemala-dopo-le-proteste-ai-progetti-idrici/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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