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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Dal punto di vista del valore ecologico, persino le foreste degradate sono meglio che nessuna foresta, rivela uno studio</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2022/02/dal-punto-di-vista-del-valore-ecologico-persino-le-foreste-degradate-sono-meglio-che-nessuna-foresta-rivela-uno-studio/</link>
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		<pubDate>28 Feb 2022 11:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sheryl Lee Tian Tong]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Aree protette, Biodiversità, Cambiamento climatico, Conservazione, Deforestazione, Foreste, Foreste tropicali, e Minacce alla foreste pluviali]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Dalla fornitura di aria e acqua pulite alla regolazione della temperatura, le foreste tropicali degradate forniscono servizi ecosistemici apprezzati dalle comunità malesi, rivela una nuova ricerca.<br />- I ricercatori hanno scoperto che i servizi ecosistemici maggiormente preferiti dalle comunità tendono ad avere valore ecologico. Ciò evidenzia come ci sia una comunanza di interessi tra i gruppi indigeni e la conservazione, sfruttabile attraverso progetti comunitari.<br />- Lo studio perviene nel mezzo di una spinta governativa a convertire centinaia di ettari di foreste degradate del Sabah in piantagioni di alberi.<br />- Le foreste, persino quelle disboscate, procurano servizi unici legati alla cultura indigena, quali l’attività di caccia, che non possono essere sostituiti dalle piantagioni di alberi, spiegano i ricercatori.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Nonostante siano etichettate come ‘degradate’, le foreste disboscate o comunque sia contaminate dall’attività umana, possono pur sempre fornire un valore immenso. Secondo una nuova ricerca svolta nel Borneo Malese, infatti, le foreste tropicali degradate regolano la temperatura circostante e filtrano le sostanze inquinanti dall’aria e dall’acqua, apportando diversi vantaggi che sono apprezzati dalle comunità locali. Lo studio, pubblicato su Environmental Science &amp; Policy, ha previsto la somministrazione di un questionario a 80 partecipanti provenienti da tre villaggi indigeni del distretto di Tongod, nello stato del Sabah, che abitavano nelle vicinanze delle foreste degradate. Il questionario verteva sui servizi ecosistemici, chiedendo agli intervistati di indicare quali fossero i più importanti vantaggi apportati dalla natura al genere umano. Dalla caccia alla protezione dai venti e alla fornitura di piante medicinali, lo studio ha rivelato che gli abitanti tendono ad attribuire importanza ai servizi ecosistemici in modo diverso a seconda dell’età, del genere, della occupazione lavorativa, della etnicità e della distanza dalla foresta disboscata. Comunque sia, hanno fatto notare i ricercatori, tutti gli intervistati hanno indicato come maggiormente importanti cinque servizi ecosistemici fondamentali: la pulizia dell’aria e dell’acqua, la regolazione della temperatura, la prevenzione delle erosioni e delle alluvioni. Foresta pluviale arcobaleno nel Sabah. Crediti fotografici: Rhett A. Butler/Mongabay. A differenza di servizi quali la caccia e la fornitura di legna e piante medicinali, che non contribuiscono necessariamente alla salute della foresta, quei cinque servizi hanno un valore ecologico, ha dichiarato in una intervista a Mongabay Nastasia Boul Lefeuvre, prima autrice dello studio&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2022/02/dal-punto-di-vista-del-valore-ecologico-persino-le-foreste-degradate-sono-meglio-che-nessuna-foresta-rivela-uno-studio/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Studio mette in guardia dallo “sterminio biotico” causato da caccia e distruzione degli habitat</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2021/02/studio-mette-in-guardia-dallo-sterminio-biotico-causato-da-caccia-e-distruzione-degli-habitat/</link>
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		<pubDate>11 Feb 2021 12:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Malavika Vyawahare]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Indonesia e Malesia]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Animali, Fauna selvatica, e Specie in pericolo]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Gli esseri umani stanno portando la fauna selvatica all'estinzione 1000 volte più velocemente del tasso naturale, derubando il pianeta non solo delle specie ma anche della diversità funzionale e filogenetica, sostengono gli autori di un nuovo articolo.<br />- Secondo la ricerca, diversi tipi di attività umane influenzano la biodiversità in modo diverso, laddove la caccia ha il maggiore impatto sui mammiferi terrestri.<br />- Milioni di anni di evoluzione sono codificati in specie che oggi coesistono con gli esseri umani; perderle significa perdere amche questo patrimonio biologico.<br />- Lo studio delinea, per singoli Paesi, la relazione tra ricchezza di specie e perdita funzionale e filogenetica per aiutare la definizione delle politiche a livello nazionale.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Gli esseri umani stanno portando le specie all&#8217;estinzione 1000 volte più velocemente di ciò che è considerato naturale. Ora, una nuova ricerca sottolinea qual è l&#8217;entità dell&#8217;impoverimento del pianeta. Le estinzioni non privano il pianeta solo di specie, ma anche di diversità funzionale e filogenetica, sostengono gli autori di un articolo pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. &#8220;Si tratta di concetti molto più nuovi della ricchezza di specie e quindi non esiste molta ricerca sui modelli di declino di questi due parametri, in particolar modo a livello globale&#8221;, ha detto Jedediah Brodie, autore principale dello studio e biologo della conservazione presso l&#8217;Università del Montana. Ad esempio, i rinoceronti occupano un grande spazio nell&#8217;immaginario pubblico ma, in realtà, stanno marciando verso l&#8217;oblio. Il rinoceronte del Borneo (Dicerorhinus sumatrensis harrissoni), una sottospecie del rinoceronte di Sumatra, si è estinto in Malesia. &#8220;È davvero una tragedia perché è una specie iconica e culturalmente importante&#8221;, ha detto Brodie, &#8220;ma anche perché sono animali molto importanti sia dal punto di vista funzionale che da quello filogenetico.&#8221; Un piccolo di elefante africano nel Parco Nazionale Kruger. Immagine di Rhett A. Butler. Il nuovo studio ha rivelato che la cattura di animali per la sussistenza o la vendita è la più grande minaccia per i mammiferi terrestri. Circa il 15% della popolazione nel mondo dipende dagli animali selvatici, in particolare vertebrati, per procacciarsi il cibo. Ma la caccia, illegale e legale, alimenta anche la catena di approvvigionamento globale per la fauna selvatica e le parti&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2021/02/studio-mette-in-guardia-dallo-sterminio-biotico-causato-da-caccia-e-distruzione-degli-habitat/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>E’ morto l’ultimo rinoceronte maschio in Malesia</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2019/05/e-morto-lultimo-rinoceronte-maschio-in-malesia/</link>
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		<pubDate>30 Mag 2019 15:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Conservazione, Foreste tropicali, Mammiferi, e Specie in pericolo]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Un rinoceronte di Sumatra, affettuosamente noto come Tam, è morto il 27 maggio dopo mesi in cattive condizioni di salute.<br />- Tam era l’ultimo esemplare maschio conosciuto di rinoceronte di Sumatra che ancora sopravviveva in Malesia. Una femmina della medesima specie vive al momento nel paese stesso.<br />- Quando fu catturato nel 2008, i ricercatori speravano che Tam avrebbe contribuito agli sforzi di riproduzione di questa specie criticamente minacciata in cattività. Tam è morto senza riprodursi.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Tam, l’ultimo rinoceronte maschio di Sumatra conosciuto in Malesia, è morto il 27 maggio dopo mesi in condizioni di salute precaria. “E’ con grande dolore che condividiamo la tragica notizia della morte di Tam, l’ultimo maschio di rinoceronte di Sumatra,” ha annunciato attraverso i social media la Borneo Rhino Alliance (BORA), una delle organizzazioni che si prendeva cura di Tam. “Forniremo maggiori dettagli al riguardo a tempo debito, ora abbiamo bisogno di un po’ di tempo per piangere la sua scomparsa.” Solo un esemplare femmina di rinoceronte di Sumatra, chiamata Iman, sopravvive ancora in Malesia. Fatta eccezione per Iman, l’intera popolazione mondiale criticamente minacciata di rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis) vive oggi in Indonesia; si stima che il numero di individui in natura presenti nell’Isola di Sumatra e nella porzione indonesiana del Borneo, si aggiri tra 30 e 80. Altri 7 esemplari vivono in cattività presso il Sumatran Rhino Sanctuary nel Parco Nazionale Way Kambas in Indonesia. Inoltre, una femmina è stata recentemente catturata nel Borneo indonesiano come parte di un tentativo di aumentare gli sforzi di riproduzione in cattività nel paese. Kretam, meglio noto con il diminutivo di Tam, fu catturato nel 2008 in una piantagione di olio di palma nel Sabah, Malesia, da parte di un team di esperti di fauna selvatica. Immagine per gentile concessione della Borneo Rhino Alliance (BORA). Si stima che Tam avesse circa 30 anni alla sua morte, secondo le autorità del corpo forestale dello stato del Sabah del Borneo malese era in età&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/05/e-morto-lultimo-rinoceronte-maschio-in-malesia/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>La Norvegia disinveste capitale da imprese che gestiscono piantagioni e che contribuiscono alla deforestazione</title>
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		<pubDate>01 Apr 2019 14:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Morgan Erickson-Davis]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Agricoltura, Ambiente, Aree protette, Deforestazione, Foreste, Foreste tropicali, e Piantagioni di palme da olio]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Il mese scorso il Government Pension Fund Global norvegese (il maggiore fondo sovrano del mondo) ha reso note le partecipazioni nel 2018.<br />- È stato disinvestito capitale da trenta imprese sulla base del fatto che “impongono costi significativi ad altre imprese e alla società nel suo complesso, per cui non sono sostenibili sul lungo termine”. Sembra che tali “disinvestimenti dovuti ai rischi” riguardino quattro imprese che gestiscono piantagioni: Olam International, Halcyon Agri Corp, Sime Darby Plantation e Sipef.<br />- Tali imprese operano nel settore della produzione di colture per le materie prime agricole nelle regioni tropicali del Sud-Est asiatico, dell’Africa occidentale e dell’Oceania e sono state criticate per pratiche distruttive nell’utilizzo dei terreni quale la deforestazione.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Il mese scorso, la Norvegia ha reso note le partecipazioni negli investimenti del 2018 del suo imponente fondo pensione governativo. Nel documento spiccava in particolare l’assenza di quattro imprese che gestiscono piantagioni e che erano invece precedentemente citate nel portafoglio: Olam International, Halcyon Agri Corp, Sime Darby Plantation e Sipef. Olam International e Halcyon Agri Corp sono entrambe società del settore agroindustriale con sede a Singapore. L’attività di Olam è legata alla deforestazione effettuata per fare posto alle piantagioni di palme da olio in Gabon nonché di piante di cacao in Ghana e in Costa d’Avorio mentre Sudcam , società affiliata di Halcyon Agri sta radendo al suolo la foresta pluviale per fare posto a un’ampia piantagione di alberi della gomma nei pressi di un sito Unesco in Camerun. La società belga Sipef gestisce piantagioni di palme da olio, alberi della gomma, banani e piante del tè in Indonesia e Papua Nuova Guinea mentre Sime Darby Plantation produce olio di palma in diversi paesi del Sud-Est asiatico, dell’Africa occidentale e dell’Oceania. Coltivazione industriale di alberi della gomma in Colombia. Foto di Rhett A. Butler/Mongabay. Con circa 1.000 miliardi di dollari di attivi, il fondo pensionistico norvegese Government Pension Fund Global (GPFG) è il più grande fondo sovrano del mondo. La Norvegia ha creato il fondo nel 1990 per investire gli utili in eccedenza generati dal suo settore petrolifero ed effettua tali investimenti in centinaia di imprese di tutto il mondo. Tuttavia, non investe in imprese qualsiasi: vanno rispettate determinate linee&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/04/la-norvegia-disinveste-capitale-da-imprese-che-gestiscono-piantagioni-e-che-contribuiscono-alla-deforestazione/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pregiudizi impliciti di genere e razza possono ostacolare l&#8217;efficacia della conservazione ambientale</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/08/pregiudizi-impliciti-genere-razza-possono-ostacolare-lefficacia-della-conservazione-ambientale/</link>
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		<pubDate>02 Ago 2018 09:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Basten Gokkon]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Biodiversità, e Conservazione]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Pregiudizi impliciti di genere e razza sono rilevanti all’interno della comunità scientifica dedicata alla conservazione ambientale come lo sono altrove, dicono gli esperti, e potrebbero danneggiare l'efficacia del lavoro svolto, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.<br />- Gli scienziati, prevalentemente uomini e occidentali, che lavorano in questo campo potrebbero escludere importanti contributi da parte di ricercatori e professionisti locali nei Paesi tropicali in via di sviluppo, oltre a impedire una varietà di prospettive nella letteratura scientifica.<br />- I ricercatori suggeriscono che creare un team eterogeneo ed essere inclusivi in ogni fase, specialmente nel processo decisionale di un progetto di conservazione, sono alcuni dei modi per risolvere questi pregiudizi.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[KUCHING, Malesia &#8211; I pregiudizi impliciti di genere e razza all&#8217;interno della comunità dedicata alla conservazione ambientale potrebbero compromettere il lavoro dei ricercatori sia sul campo che nella pubblicazione scientifica, affermano gli esperti. &#8220;Una delle cose che sentiamo sempre dire è che la scienza è imparziale&#8221;, ha detto Emilio Bruna, professore di ecologia e conservazione della fauna selvatica presso l&#8217;Università della Florida, durante una tavola rotonda alla conferenza dell&#8217;Associazione per la biologia e conservazione tropicale a Kuching, in Malesia, lo scorso 2 luglio. &#8220;È un’affermazione ambiziosa&#8221;, ha aggiunto Bruna, &#8220;ma la scienza è fatta da persone, e le persone sono prevenute&#8221;. La comunità della scienza della conservazione ambientale che lavora nei Paesi tropicali è stata ampiamente criticata per la rappresentazione squilibrata di genere e razza, dominata com&#8217;è dagli uomini provenienti dai Paesi sviluppati. Durante la discussione a Kuching, i relatori hanno suggerito che questa mancanza di equilibrio nella comunità potrebbe portare a fallimenti nei lavori di tutela nei Paesi tropicali in via di sviluppo. I relatori durante una recente tavola rotonda sulla diversità e l’inclusione nella scienza della conservazione tropicale (da sinistra): Emilio Bruna, Neha Sinha, Cecilia Dahlsjö e Sheema Abdul Aziz. Immagine di Basten Gokkon/Mongabay. Bruna, che è anche editore della rivista scientifica BioTropica, ha citato un rapporto del 2017 condotto da Johanna Espin, una ricercatrice di sociologia e criminologia all&#8217;Università della Florida, nel quale viene mostrata una persistente mancanza di rappresentanza internazionale all’interno dei comitati editoriali della biologia ambientale. Ha inoltre citato uno studio del 2014 condotto da&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/08/pregiudizi-impliciti-genere-razza-possono-ostacolare-lefficacia-della-conservazione-ambientale/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuova minaccia per le lontre: il commercio online di animali domestici nel sud-est asiatico</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/07/nuova-minaccia-le-lontre-commercio-online-animali-domestici-nel-sud-est-asiatico/</link>
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		<pubDate>02 Lug 2018 10:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Conservazione, Fauna selvatica, e Mammiferi]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Il bracconaggio delle lontre (specialmente quelle giovani) destinato al commercio online di animali domestici è molto diffuso nel sud-est asiatico, infatti rappresenta una nuova, grande minaccia per la sopravvivenza degli esemplari autoctoni.<br />- L'8 giugno 2018 TRAFFIC, la rete di monitoraggio del commercio della fauna e della flora selvatiche, insieme al Gruppo Specialistico Lontra dell'IUCN/SSC ha pubblicato un report che descrive i risultati di uno studio di due anni sulla scoperta della vendita di centinaia di lontre su Facebook e altre piattaforme online. La vendita di giovani esemplari di lontra ha registrato numeri importanti: secondo tale report, oltre il 70% presente online aveva meno di un anno.<br />- Quest'ultimo ha inoltre individuato il motivo principale per cui lo sfruttamento illegale delle lontre si è diffuso online: la mancanza di norme nazionali efficaci per la protezione di queste specie in molti dei Paesi oggetto di studio.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Il bracconaggio delle lontre (specialmente quelle giovani) per il commercio online di animali domestici è molto diffuso nel sud-est asiatico, infatti rappresenta una nuova, grande minaccia per la sopravvivenza degli esemplari autoctoni. L&#8217;8 giugno 2018 TRAFFIC, la rete di monitoraggio del commercio della fauna e della flora selvatiche, insieme al Gruppo Specialistico Lontra dell&#8217;IUCN/SSC (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), ha pubblicato un report che descrive i risultati di uno studio di due anni sulla scoperta della vendita di centinaia di lontre su Facebook e altre piattaforme online. La vendita di giovani esemplari di lontra ha registrato numeri importanti: secondo tale report, oltre il 70% presente online aveva meno di un anno. Il sud-est asiatico ospita quattro specie di lontra: quella europea (Lutra lutra), quella dal naso peloso (Lutra sumatrana), quella dalle piccole unghie orientale (Aonyx cinereus) e la lontra liscia (Lutrogale perspicillata). Secondo il report, &#8220;mentre le informazioni sulla presenza di tutte e quattro le specie in questa regione sono scarse, in generale si ritiene che la popolazione sia in calo a causa della perdita progressiva dell&#8217;habitat adatto, delle ripercussioni dei pesticidi sui biomi di tipo umido e dei conflitti uomo-lontra dovuti alla minaccia (vera o presunta) per la pesca locale e commerciale&#8221;. Il bracconaggio delle lontre per il commercio online di animali da compagnia può essere aggiunto alla lista delle principali minacce; secondo il report, infatti, tale pratica rappresenta &#8220;la minaccia più grande per la sopravvivenza delle lontre&#8221;. Queste ultime sono richieste sia come animali domestici che&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/07/nuova-minaccia-le-lontre-commercio-online-animali-domestici-nel-sud-est-asiatico/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le 10 migliori BUONE notizie sull’ambiente del 2016</title>
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		<pubDate>20 Gen 2017 15:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shreya Dasgupta]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Africa, America meridionale, Antartico, Artico, Asia, Asia sud-orientale, Borneo, Canada, Cina, Colombia, Guatemala, India, Indonesia, Malesia, Myanmar, Oceano Artico, Oceano Atlantico, Repubblica Democratica del Congo, e Stati Uniti]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Conservazione, Deforestazione, Fauna selvatica, Foreste, Foreste tropicali, Oceani, e Specie in pericolo]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Alcune specie animali hanno mostrato segni di ripresa dopo anni di declino.<br />- Nel 2016 il mondo ha protetto seriamente i nostri oceani istituendo alcune delle più grandi aree marine protette mai create.<br />- Alcuni paesi hanno agito per chiudere il mercato interno di avorio, mentre dei ricercatori hanno individuato l’albero più alto del mondo.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Come sempre, Mongabay ha trattato diverse storie sull’ambiente quest’anno. Mentre alcune specie si sono estinte, ne sono state scoperte parecchie nuove. Alcune foreste sono state distrutte, ma altre sono state ripristinate. Proponiamo qui di seguito alcune delle notizie “più felici” del 2016 (in nessun ordine particolare), dall’istituzione di vasti parchi marini e specie animali in ripresa dopo anni di declino, a una riserva per i primati più grandi del pianeta e maggiori restrizioni per il traffico di fauna selvatica. 1. In ripresa animali quasi estinti Per alcuni animali il 2016 è stato un buon anno. Ad esempio, per l’urocione delle Channel Islands, in California. Ad agosto lo United States Fish and Wildlife Service statunitense ha proposto di rimuovere dalla Federal List of Threatened and Endangered Wildlife tre sottospecie di urocione delle Channel Islands che si trovano sulle isole di San Miguel, Santa Rosa e Santa Cruz. Secondo lo USFWS, questo è stato il più rapido recupero di una specie di mammiferi nella storia dell’Endangered Species Act, ottenuto grazie a un vigoroso piano di recupero. Un’altra specie della California, la rana della Sierra Nevada dalle zampe gialle, ha mostrato veloci segni di ripresa. Un tempo prossime all’estinzione, secondo uno studio recente il numero di queste rane sembra essere settuplicato negli ultimi 20 anni. Quest’anno l’efficacia delle misure di conservazione si è rivelata anche nel miglioramento dello stato di conservazione di specie come il panda gigante, l’antilope tibetana, il wallaby dalle briglie e il ratto dei nidi intrecciati maggiore. Il panda gigante,&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2017/01/le-10-migliori-buone-notizie-sullambiente-del-2016/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Il rinoceronte di Sumatra si può ancora salvare? L’Indonesia non abbandona la speranza</title>
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		<pubDate>01 Mar 2016 05:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jeremy Hance]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Animali delle foreste pluviali, Archivio, Aree protette, Conservazione, Deforestazione, Distruzione delle foreste pluviali, Fauna selvatica, Foreste, Foreste pluviali, Governance, Mammiferi, Politiche ambientali, Specie in pericolo, e Verde]]></topic-tags>
		
		
		    	<description><![CDATA[<p>Può un santuario in Indonesia salvare dall’estinzione il rinoceronte più a rischio del pianeta? “L’un per cento della popolazione mondiale,” afferma il veterinario Zulfi Arsan e fa un cenno col capo a Bina, rinoceronte di Sumatra femmina di 30 anni e 714 chili che mastica tranquillamente dei ramoscelli, tutti interi. Mansueta e docile, Bina, con [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://it.mongabay.com/2016/03/il-rinoceronte-di-sumatra-si-puo-ancora-salvare-lindonesia-non-abbandona-la-speranza/" data-wpel-link="internal">Il rinoceronte di Sumatra si può ancora salvare? L’Indonesia non abbandona la speranza</a> appeared first on <a href="https://it.mongabay.com" data-wpel-link="internal">Notizie ambientale</a>.</p>
]]></description>
						<content:encoded><![CDATA[Può un santuario in Indonesia salvare dall’estinzione il rinoceronte più a rischio del pianeta? “L’un per cento della popolazione mondiale,” afferma il veterinario Zulfi Arsan e fa un cenno col capo a Bina, rinoceronte di Sumatra femmina di 30 anni e 714 chili che mastica tranquillamente dei ramoscelli, tutti interi. Mansueta e docile, Bina, con le sue sfumature rosate, non sembra preoccuparsi dei due ominidi bipedi che le scattano fotografie e provano stupore a ogni suo movimento all’interno del Santuario del Rinoceronte di Sumatra, nel Way Kambas National Park in Indonesia. Se non altro, non interrompono la sua colazione. Bina è uno dei circa cento (non si sa con certezza) esemplari di rinoceronte di Sumatra rimasti su tutto il pianeta ma, in questo momento, ciò non sembra turbarla. Oggi il rinoceronte di Sumatra (Dinoceorhinus sumatrensis) probabilmente si trova nella condizione più triste di tutte le cinque specie di rinoceronte esistenti, anche se i 100 ettari del Santuario del Rinoceronte di Sumatra potrebbero rappresentare l’unico luogo di serenità, specialmente dopo la nascita di un cucciolo nel 2012. Il piccolo maschio, Andatu, è stato solo il quarto rinoceronte nato in cattività negli ultimi cento anni e il primo all’interno del Santuario. “Non riuscivamo a smettere di sorridere,” mi ha scritto per e-mail Susie Ellis, direttore generale della International Rhino Foundation (IRF). Ellis, la cui organizzazione finanzia il Santuario, era presente alla nascita. Bina fa colazione al Santuario del Rinoceronte di Sumatra. Foto di: Tiffany Roufs. Il piccolo Andatu si gode un bagno&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/03/il-rinoceronte-di-sumatra-si-puo-ancora-salvare-lindonesia-non-abbandona-la-speranza/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa aspetta le foreste pluviali nel 2016? 10 aspetti da tenere sott&#8217;occhio</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2016/02/cosa-aspetta-le-foreste-pluviali-nel-2016-10-aspetti-da-tenere-sottocchio/</link>
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		<pubDate>22 Feb 2016 06:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rhett Butler]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Amazzonia, Brasile, Indonesia, Malesia, e Perù]]></locations>
		
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						<description><![CDATA[- Dai devastanti incendi forestali in Indonesia, l'approvazione ufficiale del REDD+ alle conferenze climatiche di Parigi e la fondazione di svariati parchi nazionali importanti, ce ne sono stati di motivi per i quali essere entusiasti nel 2015 per quanto riguarda il mondo delle foreste pluviali. Cosa ci aspetta nel 2016?<br />- Qui ci sono alcuni fattori che nel nuovo anno terremo d'occhio da vicino.<br />- Quali sono gli altri aspetti legati alle foreste pluviali da tenere d'occhio nel 2016? Aggiungi il tuo commento tramite la funzione commento qui sotto.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Dai devastanti incendi forestali in Indonesia, l&#8217;approvazione ufficiale del REDD+ alle conferenze climatiche di Parigi e la fondazione di svariati parchi nazionali importanti, ce ne sono stati di motivi per i quali essere entusiasti nel 2015 per quanto riguarda il mondo delle foreste pluviali. Cosa ci aspetta nel 2016? Qui ci sono alcuni fattori che nel nuovo anno terremo d&#8217;occhio da vicino. 1. El Niño Tipicamente El Niño causa delle significative siccità nel Sudest asiatico, nelle Amazzoni meridionali e occidentali e nelle regioni boreali, aumentando esponenzialmente il rischio di incendi forestali catastrofici appiccati dall&#8217;uomo. Con la forte presenza di el Niño dello scorso anno che si prevede continuerà anche nel 2016, l&#8217;Indonesia, il Brasile, la Russia e il Canada potrebbero sperimentare una rinascita di incendi forestali. L&#8217;Indonesia in particolare desta forte preoccupazione dato il danno causato dagli incendi di territori ricchi di torba della scorsa estate e autunno. Per un paio di mesi, le emissioni giornaliere date dagli incendi in Indonesia hanno superato le emissioni giornaliere dall&#8217;intera economia degli Stati Uniti. 2. Beni a basso costo Il prezzo della maggior parte dei beni ha continuato a scendere per gran parte del 2015,frenando gli investimenti nel campo dell&#8217;estrazione e delle esplorazioni energetiche. Mentre non c&#8217;è stata una chiara indicazione di un simile calo negli investimenti sull&#8217;agricoltura industriale e sullo sviluppo delle piantagioni, se il prezzo dell&#8217;olio di palma, della soia e del bestiame rimangono in depressione ciò potrebbe iniziare a interessare anche i prezzi dell&#8217;entroterra, minando l&#8217;applicabilità di progetti marginali di&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/02/cosa-aspetta-le-foreste-pluviali-nel-2016-10-aspetti-da-tenere-sottocchio/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>I funzionari: il rinoceronte di Sumatra allo stato selvatico si è estinto in Sabah</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2015/10/i-funzionari-il-rinoceronte-di-sumatra-allo-stato-selvatico-si-e-estinto-in-sabah/</link>
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		<pubDate>08 Ott 2015 09:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jeremy Hance]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Archivio, Conservazione, Conservazione in-situ, Deforestazione, Fauna selvatica, Foreste, Foreste pluviali, Piantagioni di palme da olio, Politiche ambientali, e Verde]]></topic-tags>
		
		
		    	<description><![CDATA[<p>Tam, qui al Santuario del Rinoceronte del Borneo in Sabah, potrebbe essere l&#8217;ultimo esemplare maschio di rinoceronte del Borneo al mondo e uno degli ultimi rinoceronti di Sumatra. Foto di: Jeremy Hance. Non è rimasto nessun rinoceronte allo stato selvatico nello stato malese di Sabah, ha confermato Masidi Manjun, Ministro del Turismo, della Cultura e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://it.mongabay.com/2015/10/i-funzionari-il-rinoceronte-di-sumatra-allo-stato-selvatico-si-e-estinto-in-sabah/" data-wpel-link="internal">I funzionari: il rinoceronte di Sumatra allo stato selvatico si è estinto in Sabah</a> appeared first on <a href="https://it.mongabay.com" data-wpel-link="internal">Notizie ambientale</a>.</p>
]]></description>
						<content:encoded><![CDATA[Tam, qui al Santuario del Rinoceronte del Borneo in Sabah, potrebbe essere l&#8217;ultimo esemplare maschio di rinoceronte del Borneo al mondo e uno degli ultimi rinoceronti di Sumatra. Foto di: Jeremy Hance. Non è rimasto nessun rinoceronte allo stato selvatico nello stato malese di Sabah, ha confermato Masidi Manjun, Ministro del Turismo, della Cultura e dell&#8217;Ambiente, durante il fine settimana. Nel 2008, gli ambientalisti avevano stimato esserci circa 50 rinoceronti all&#8217;interno dello Stato. Cinque anni dopo, quella stima precipitò a soli dieci. Ora, è stata ammessa l&#8217;orribile verità: è probabile che il rinoceronte allo stato selvatico non esista più. “Stiamo affrontando la prospettiva dell&#8217;estinzione dei nostri rinoceronti di Sumatra entro questa generazione” ha fatto notare Manjun a un seminario sull&#8217;ambiente. Il rinoceronte di Sabah è una sottospecie diversa del rinoceronte di Sumatra, conosciuta come il rinoceronte del Borneo (Dicerorhinus sumatrensis harrissoni), e sembra sempre più plausibile che il rinoceronte del Borneo possa essere rappresentato da tre esemplari sopravvissuti, tutti tenuti in condizioni naturali all&#8217;interno delle recinzioni del Santuario del Rinoceronte del Borneo (BRS) in Sabah. Questi comprendono un maschio, Tam, e due femmine, Iman e Puntung. “Se il numero di cuccioli di rinoceronte di Sumatra potesse facilmente incrementare nei prossimi anni, ci sarebbe ancora speranza di salvare la specie dall&#8217;estinzione”, ha detto John Payne, il direttore esecutivo della Borneo Rhino Alliance (BORA) e uno dei sommi esperti sulla specie. “L&#8217;unico modo per riuscirci è utilizzare la fertilizzazione in vitro per produrre degli embrioni e avere delle nuove femmine fertili come&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2015/10/i-funzionari-il-rinoceronte-di-sumatra-allo-stato-selvatico-si-e-estinto-in-sabah/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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