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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Nel bel mezzo della guerra, gli ucraini tengono traccia dei reati contro l&#8217;ambiente commessi dalla Russia</title>
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		<pubDate>03 Giu 2022 11:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachel Teng Ruiqi]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Europa e Unione Europea]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente e Conservazione]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Siccome la tutela dei civili e della situazione politica costituisce la priorità assoluta del governo dell'Ucraina, i casi di distruzione ambientale sono stati ampiamente ignorati durante l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.<br />- I civili e gli esperti hanno unito i loro sforzi e rilevato oltre 100 diverse segnalazioni di "reati contro l'ambiente" affinché, dopo la guerra, la Russia sia tenuta a rispondere del suo operato dinanzi ai tribunali internazionali.<br />- Gli ambientalisti avvertono che dalla distruzione dei depositi di gas e carburante alle conseguenze di lungo termine sui servizi ecosistemici in Ucraina, nota come il "granaio del mondo del mondo", le ripercussioni ambientali possono anche divenire crisi umanitarie.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Il 24 febbraio 2022, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato l&#8217;inizio di un&#8217;invasione militare su vasta scala dell&#8217;Ucraina. L&#8217;attacco, da parte di ciò che da molti è considerato il secondo esercito del mondo sotto il profilo della potenza, si è svolto su sei fronti via aria, terra e mare lungo 3.000 chilometri della frontiera Ucraina. L&#8217;Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR) ha dichiarato che dal 29 aprile sono stati uccisi circa 2.900 civili ma il numero reale è probabilmente molto più elevato. Sono fuggiti dal paese oltre 5,3 milioni di persone. Tali violenze sono già di per sé sconcertanti ma i reati commessi contro l&#8217;ambiente sono stati ampiamente ignorati. Sebbene i danni ambientali possano sembrare superflui rispetto alla morte e alla fuga delle persone, un ambiente sano sarà fondamentale per tutelare la ripresa socioeconomica dell&#8217;Ucraina dopo la guerra. Secondo la Convenzione di Ginevra, &#8220;è vietato l’impiego di metodi o mezzi di guerra concepiti con lo scopo di provocare, o dai quali ci si può attendere che provochino, danni estesi, durevoli e gravi all’ambiente naturale&#8221;. Auto parcheggiata sul ciglio della strada a Kiev (Ucraina). Immagine di Mikhail Volkov ottenuta tramite Pexels. Ciononostante le conseguenze ambientali del conflitto tra l&#8217;Ucraina e la Russia registrate finora sono gravi e di ampia portata e avranno probabilmente ripercussioni sulle future generazioni di ucraini, afferma Olena Maslyukivska, professoressa associata presso il dipartimento di Studi ambientali dell&#8217;università nazionale &#8220;Kyiv-Mohyla Academy&#8221;. Maslyukivska, lei stessa rifugiata, dichiara che gli ambientalisti hanno dovuto tenere traccia&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2022/06/nel-bel-mezzo-della-guerra-gli-ucraini-tengono-traccia-dei-reati-contro-lambiente-commessi-dalla-russia/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno di raggiungere l&#8217;obiettivo &#8220;zero emissioni&#8221; del Regno Unito potrebbe non essere raggiunto a causa dell&#8217;energia da biomasse</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2019/08/limpegno-di-raggiungere-lobiettivo-zero-emissioni-del-regno-unito-potrebbe-non-essere-raggiunto-a-causa-dellenergia-da-biomasse/</link>
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		<pubDate>09 Ago 2019 14:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Justin Catanoso]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Unione Europea]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Cambiamento climatico, Energia, Foreste, Impatto del cambiamento climatico, e Politiche ambientali]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Il Regno Unito e l'Unione europea stanno fissando degli obiettivi per eliminare completamente le emissioni di carbonio entro il 2050. Secondo gli analisti il piano per raggiungere questo obiettivo ha molti difetti, perché le Nazioni Unite non tengono in considerazione il carbonio prodotto dalle centrali elettriche che bruciano pellet di legno.<br />- Se tagliare gli alberi e convertirne il legno in pellet per produrre energia è un'attività a zero emissioni di carbonio, il processo di ricrescita degli alberi, se ripiantati in quantità uguale a quelli tagliati, richiede da 50 a 100 anni. Questo significa che i pellet di legno che vengono bruciati oggi e nei prossimi decenni aggiungeranno un enorme carico di carbonio all'atmosfera.<br />- Quel carbonio contribuirà in modo significativo al riscaldamento globale, portando all'innalzamento del livello del mare, ad estreme condizioni meteorologiche e da ultimo a una catastrofe climatica, nonostante il conteggio ufficiale delle Nazioni Unite fornisca un fuorviante senso di sicurezza, facendoci credere che stiamo effettivamente riducendo le emissioni di carbonio per arginare il cambiamento climatico.<br />- A meno che non venga affrontato questo problema delle biomasse, c'è un alto rischio che gli obiettivi dell'Accordo di Parigi vengano mancati, e che le temperature aumentino ben oltre il limite di sicurezza di 1,5 gradi. Al momento, non esiste ufficialmente un piano per affrontare questo problema.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Le centrali elettriche Drax nel Regno Unito, fra i maggiori utilizzatori di biomassa legnosa per la produzione di energia. Questa struttura una volta bruciava carbone, ma ora brucia pellet e cippato, contribuendo così alle emissioni di gas serra. Credito fotografico: DECCgovuk su VisualHunt / CC BY-ND. Lo scorso giugno il Regno Unito ha annunciato l&#8217;intenzione di approvare una legge che fissi un obiettivo a livello nazionale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra da raggiungere entro il 2050. La dichiarazione è arrivata a seguito di una direttiva della Commissione Europea, il braccio esecutivo dell&#8217;UE, che esorta tutte le 28 nazioni dell&#8217;Unione a fissare obiettivi per raggiungere l&#8217;obiettivo di zero emissioni entro il 2050. Dato che le riduzioni nazionali di carbonio stabilite dall&#8217;accordo di Parigi sono su base volontaria, alcuni sostenitori dell&#8217;azione per il clima accolgono con favore la possibilità che le strategie per arginare il cambiamento climatico del Regno Unito e dell&#8217;UE possano presto trasformarsi in leggi. &#8220;In qualità di primo grande paese industrializzato a emettere una legge per raggiungere l&#8217;obiettivo zero emissioni entro il 2050, il Regno Unito dimostra la leadership di cui il mondo ha disperatamente bisogno&#8221;, ha dichiarato la baronessa Btyony Worthington, direttrice esecutiva dell&#8217;Environmental Defense Fund Europe. &#8220;Anche gli altri paesi possono e devono prendere provvedimenti per accrescere le loro ambizioni&#8221;. Si immagina spesso che il pellet prodotto dall&#8217;industria delle biomasse venga utilizzato solo in piccole stufe a pellet all&#8217;interno di abitazioni. Ma la realtà è alquanto differente, e pellet e cippato vengono infatti&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/08/limpegno-di-raggiungere-lobiettivo-zero-emissioni-del-regno-unito-potrebbe-non-essere-raggiunto-a-causa-dellenergia-da-biomasse/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La Francia promette di bloccare “le importazioni di prodotti legati alla deforestazione” entro il 2030</title>
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		<pubDate>05 Mar 2019 12:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carinya Sharples]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Europa, Francia, e Unione Europea]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Deforestazione, Foreste, e Foreste tropicali]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Il governo francese ha adottato una strategia nazionale volta a combattere le importazioni non sostenibili note per essere le maggiori responsabili della deforestazione.<br />- L'Unione Europea è uno dei maggiori importatori di prodotti agricoli come la soia, l'olio di palma, la carne bovina, il cacao e la gomma, ritenuti responsabili di circa l'80 per cento di tutta la deforestazione.<br />- Cresce sull'Unione Europea la pressione ad agire, dato che si sta avvicinando rapidamente la scadenza del suo obiettivo di ridurre la deforestazione tropicale di almeno il 50 per cento entro il 2020.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Se chiedete a qualcuno quali prodotti contribuiscono alla distruzione delle foreste, la maggior parte probabilmente citerà l&#8217;olio di palma, la carne bovina o la soia. Per questo motivo, la notizia che la Francia ha adottato una strategia nazionale per combattere l&#8217;importazione della deforestazione suona promettente, non ultimo perché punta a fermare la deforestazione causata dall&#8217;importazione di “prodotti agricoli e forestali non sostenibili” entro il 2030. L&#8217;Unione Europea è uno dei maggiori importatori di olio di palma (17 per cento del totale delle importazioni), soia (15 per cento), gomma (25 per cento), carne bovina (41 per cento), granturco (30 per cento), cacao (80 per cento) e caffé (60 per cento). Secondo delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (FAO), quasi l&#8217;80 per cento di tutta la deforestazione è causato dall&#8217;agricoltura. Analogamente, uno studio pubblicato a settembre ha individuato i maggiori responsabili della deforestazione nelle materie prime (27 per cento), nell&#8217;industria forestale (26 per cento) e nell&#8217;agricoltura itinerante (24 per cento). Il ceppo di un albero disboscato illegalmente nella provincia indonesiana del Kalimantan centrale. Immagine di Rhett A. Butler/Mongabay. Accusata di essere complice non solo nelle pratiche di deforestazione, ma anche nell&#8217;abuso dei diritti umani, l&#8217;Unione Europea e i suoi stati membri desiderano ridurre l&#8217;impatto delle loro attività commerciali. L&#8217;obiettivo della nuova strategia francese, annunciata a novembre, è definito sul sito web ufficiale del governo francese come quello di “incoraggiare tutti i gruppi coinvolti (produttori, imprese, investitori e consumatori) a modificare le proprie abitudini in modo da ridurre la deforestazione.” Vengono anche&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/03/la-francia-promette-di-bloccare-le-importazioni-di-prodotti-legati-alla-deforestazione-entro-il-2030/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Alcuni documenti trapelati rivelano che il TTIP avrebbe agito a scapito dell&#8217;ambiente, dei consumatori e della democrazia</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2016/07/documenti-trapelati-rivelano-ttip-avrebbe-agito-scapito-dellambiente-dei-consumatori-della-democrazia/</link>
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		<pubDate>08 Lug 2016 10:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jennifer Huizen]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Globale, Stati Uniti, e Unione Europea]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Cambiamento climatico, Commercio, e Politiche ambientali]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Le controversie e lo sdegno verso i negoziati del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) hanno raggiunto nuovi livelli quando Greenpeace Olanda ha rilasciato quello che è sinora il plico più consistente contenente testi del TTIP.<br />- Le 248 pagine pubblicate il mese di maggio forniscono prove che testimonierebbero che gli impegni verso l'ambiente (compreso l'accordo di Parigi sul clima), la salute, la sicurezza dei consumatori, e la democrazia stessa sarebbero a rischio se il trattato procedesse.<br />- Sin dalle prime battute si era manifestata una certa resistenza nei confronti di quello che è il maggiore accordo commerciale bilaterale mai negoziato – che si stima influenzerà all'incirca il 40 % del PIL globale. I negoziatori europei e quelli statunitensi si riuniscono già dal 2013.<br />- Nonostante il TTIP abbia il potenziale di influire sulla vita quotidiana di 800 milioni di cittadini europei e americani, il pubblico è stato completamente escluso dalle negoziazioni. Le notizie trapelate sul TTIP stanno saldamente erodendo la fiducia del pubblico nei trattati.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Una protesta contro il TTIP a Londra. Fotografia, cortesia del World Development Movement, licenza del Creative Commons Attribution 2.0, licenza generica Greenpeace Olanda ha accesso la miccia di quella che era già una negoziazione turbolenta del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP), pubblicando il mese di maggio, 248 pagine dei testi di tale negoziazione. I testi coprono 13 dei 17 capitoli che stanno attualmente discutendo, a porte chiuse, i rappresentanti commerciali di Stati Uniti e di Unione Europea. La fuga di notizie, la più grande di sempre, segue la fuoriuscita di notizie su documenti e informazioni del TTIP che da due anni ha messo in allarme tanto ONG come pubblico. Il TTPI è un accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, è incoraggiato dai propri sostenitori in quanto promuove il commercio e la crescita economica multilaterale. Nonostante ciò le notizie appena trapelate evidenziano un documento che sembrerebbe favorire le attività commerciali a discapito dell&#8217;ambiente, del pubblico generale e della democrazia. Faiza Oulahsen, portavoce di Greenpeace Olanda, sostiene che i documenti presentano un TTIP che – se procederà così come è stato abbozzato – probabilmente andrà a contraddire la precedente legislatura europea in difesa del consumatore, dell&#8217;ambiente, della sicurezza e della salute pubblica, la quale doveva avere priorità rispetto agli interessi delle aziende. L&#8217;aspetto più allarmante del documento del TTIP trapelato, a detta di Greenpeace Olanda, è che sia totalmente irrispettoso degli accordi ambientali vigenti, in particolare, di alcune eccezioni commerciali, di alcune clausole di salvaguardia e dei&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/07/documenti-trapelati-rivelano-ttip-avrebbe-agito-scapito-dellambiente-dei-consumatori-della-democrazia/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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