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	<title>Notizie ambientale</title>
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	<description>Notizie su flora e fauna selvatiche</description>
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		<title>Il pianeta si sta scaldando velocemente: le regioni polari sono in guai seri, dicono gli scienziati</title>
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		<pubDate>27 Gen 2020 11:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gloria Dickie]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Cambiamento climatico, Conservazione, e Impatto del cambiamento climatico]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Mentre i rappresentanti di molte nazioni si sono riuniti il dicembre scorso a Madrid alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP25) per discutere le politiche di gestione del riscaldamento globale, un nuovo, esauriente rapporto mostra come il cambiamento climatico stia colpendo in maniera sproporzionata l'Artico e l'Antartide. L'Artico, in modo particolare, si sta riscaldando molto più velocemente rispetto al resto del pianeta.<br />- Se il pianeta verrà interessato da un aumento di 2°C delle temperature medie, le regioni polari, secondo i ricercatori, saranno gli ecosistemi maggiormente colpiti, con cambiamenti drastici che andranno a interessare queste regioni. Quando le latitudini più basse avranno raggiunto quel valore, si prevede che le temperature nell'Artico aumenteranno di 4°C.<br />- Le regioni polari stanno già sperimentando uno scioglimento veloce del ghiaccio marino, lo scongelamento del permafrost, incendi boschivi da record, il distacco di blocchi di ghiaccio marino ed effetti sulle specie adattate ai climi freddi, dagli orsi polari dell'Artico ai pinguini dell'Antartide. Quello che succede nelle zone fredde non si ferma lì: l'innalzamento del livello dei mari e i climi temperati estremi sono entrambi legati a ciò che accade ai Poli.<br />- Secondo gli studiosi, l'unico modo per uscire da questa situazione diretta ad una catastrofe climatica ai Poli è che i Paesi comincino sin da ora a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e che adottino tecnologie e politiche verdi e sostenibili. Resta da vedere se i delegati presenti alla COP25 adotteranno queste soluzioni.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Una mandria di caribù nella Siberia artica. Immagine di Jeff Kerby/National Geographic Society. Mentre i delegati di 193 Stati membri si riuniscono a Madrid in occasione della venticinquesima Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP 25) gli studiosi danno l&#8217;allarme in un nuovo rapporto sui rapidi cambiamenti dell&#8217;Artico e dell&#8217;Antartide. Solo negli ultimi dieci anni, l&#8217;Artico si è riscaldato di 0,75°C. Di contro, ci sono voluti 137 anni perché l&#8217;intero pianeta si riscaldasse all&#8217;incirca allo stesso modo, cioè di 0,8°C. Di conseguenza, la regione è stata sottoposta ad una trasformazione significativa, caratterizzata dallo scioglimento del ghiaccio marino, dallo scongelamento del permafrost e dagli incendi boschivi. Le specie adattate ai climi freddi, come gli orsi polari e i trichechi, devono ora affrontare un futuro incerto e pericoloso. Nel corso dei decenni a venire, il loro habitat naturale potrebbe diventare praticamente irriconoscibile. “È troppo tardi per evitare gli effetti pericolosi del cambiamento climatico, perché li stiamo già sperimentando e gli impatti amplificati sull&#8217;Artico ne sono un chiaro segnale,” ha spiegato Michael Mann, un famoso climatologo, a Mongabay. Sostiene però che sia ancora possibile evitare un riscaldamento catastrofico superiore a 1,5°C. “Sarà necessaria una drastica diminuzione delle emissioni globali di carbonio pari a oltre il 7% all&#8217;anno per i prossimi dieci anni e uno degli obiettivi primari della COP25 deve essere quello di effettuare queste diminuzioni.” In un esauriente rapporto pubblicato a dicembre su Science Advances un team internazionale di ricercatori, tra cui Mann, ha documentato gli effetti ad ampia portata&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2020/01/il-pianeta-si-sta-scaldando-velocemente-le-regioni-polari-sono-in-guai-seri-dicono-gli-scienziati/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Catastrofico insuccesso riproduttivo per una numerosa colonia di pinguini imperatore</title>
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		<pubDate>21 Giu 2019 09:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Cambiamento climatico, Conservazione, Oceani, Specie in pericolo, e Uccelli]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Fino a poco tempo fa, la colonia di pinguini imperatore di Halley Bay, nel mare di Weddel, in Antartide, composta dalle 14.000 alle 25.000 coppie riproduttrici, o dal 5 al 9 percento di tutta la popolazione mondiale di questa specie, era tra le più numerose del pianeta.<br />- Le immagini satellitari hanno mostrano che, dal 2016, nella colonia si verifica un completo insuccesso riproduttivo, qualcosa senza precedenti.<br />- Tale insuccesso si è realizzato per la prima volta nel 2016 quando, a seguito di un insolito tempo burrascoso, il ghiaccio marino si è rotto nel mese di ottobre, molto prima che i pulcini mettessero le piume e fossero pronti a nuotare in mare. Anche nel 2017 e nel 2018 il ghiaccio si è rotto prima del previsto, portando di nuovo la morte di tutti i piccoli.<br />- All’incirca nello stesso periodo, è aumentato il numero di pinguini imperatore della colonia del ghiacciaio Dawson-Lambton, a 55 chilometri a sud di Halley Bay: ciò fa supporre che molti pinguini imperatore si siano spostati da Halley Bay a Dawson-Lambton.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Un nuovo studio ha rivelato che la seconda colonia di pinguini imperatore più numerosa dell’Antartide negli ultimi tre anni non ha prodotto quasi nessun pulcino. Fino a poco tempo fa, la colonia di pinguini imperatore di Halley Bay, nel mare di Weddel, in Antartide, era composta dalle 14.000 alle 25.000 coppie riproduttrici, o dal 5 al 9 percento di tutta la popolazione mondiale di questa specie. Secondo gli scienziati del British Antarctic Survey, che si recano in questa zona e la studiano dagli anni ’50, durante gli ultimi decenni le dimensioni della colonia hanno subito oscillazioni. Tuttavia, le immagini satellitari hanno mostrato che, dal 2016, nella colonia verifica un completo insuccesso riproduttivo, qualcosa senza precedenti. “Seguiamo la popolazione di questa e di altre colonie della regione da una decina d’anni grazie a immagini satellitari ad alta risoluzione, ha affermato. Peter Fretwell, esperto di telerilevamento al British Antarctic Survey e autore principale dello studio. “Queste immagini hanno rivelato in maniera chiara il catastrofico insuccesso riproduttivo avvenuto in questo sito negli ultimi tre anni. La nostra analisi specializzata di immagini satellitari consente di rilevare i singoli individui e i gruppi di pinguini, per cui siamo in grado calcolare la popolazione in base alla densità dei gruppi a noi nota per fornire una stima affidabile delle dimensioni della colonia.” Per i pinguini imperatore è fondamentale che il ghiaccio marino rimanga intatto finché i pulcini non sono in grado di lasciare il nido. Immagine di Christopher Michel presa da Flickr (CC BY 2.0) Il pinguino&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/06/catastrofico-insuccesso-riproduttivo-per-una-numerosa-colonia-di-pinguini-imperatore/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>In Antartide il ghiaccio si scioglie sei volte più velocemente oggi che nel 1979</title>
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		<pubDate>28 Feb 2019 14:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Cambiamento climatico, Conservazione, e Oceani]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- In Antartide il ghiaccio si sta sciogliendo sei volte più velocemente rispetto alla fine degli anni ’70.<br />- Tra il 1979 e il 2017 lo scioglimento dei ghiacci ha causato un innalzamento del livello dei mari globale di circa 14 millimetri.<br />- La velocità con cui i ghiaccio si scioglie è in aumento: negli anni ’90, ogni anno il continente antartico ne ha perse 40 miliardi di tonnellate; tra il 2009 e il 2017, la cifra è schizzata a 252 miliardi di tonnellate l’anno.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[L’Antartide perde il proprio ghiaccio a una velocità che è sei volte maggiore rispetto alla fine degli anni ’70: in questo intervallo di tempo il livello dei mari si è innalzato di circa 14 millimetri. Queste sono le conclusioni di uno studio pubblicato il 14 gennaio sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science dal glaciologo Eric Rignot e dai alcuni suoi colleghi. “E questa non è che la punta dell’iceberg, per così dire,” afferma Rignot, professore di scienze della terra all’Università della California, a Irvine. “Dato che la calotta di ghiaccio antartico continua a sciogliersi, nei prossimi secoli ci aspettiamo un aumento del livello dei mari di diversi metri.” Il mare di Bellingshausen ricoperto di ghiaccio, a largo della costa antartica. Immagine di Michael Studinger/NASA tramite Wikimedia Commons (pubblico dominio). Utilizzando fotografie aeree, misurazioni radar prese dallo spazio e immagini del satellite Landsat, il team ha confrontato l’accumulo di neve sulla calotta antartica con la quantità di ghiaccio che si è staccata dai ghiacciai riversandosi nell’Oceano Antartico tra il 1979 e il 2017. I risultati hanno rivelato che il ghiaccio antartico si sta sciogliendo molto più rapidamente oggi che nel passato. Approssimativamente, nei primi dieci anni presi in esame dagli scienziati, fino a tutti gli anni ’90, l’Antartide ha perso ogni anno 40 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Tra il 2009 e il 2017, la cifra schizza a 252 miliardi di tonnellate l’anno. Inoltre, i ricercatori hanno cercato una connessione tra l’aumento del livello dei mari negli anni&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2019/02/in-antartide-il-ghiaccio-si-scioglie-sei-volte-piu-velocemente-oggi-che-nel-1979/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Il ghiaccio che si sta sciogliendo in Antartide sta già contribuendo all&#8217;innalzamento del livello del mare</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/08/il-ghiaccio-che-si-sta-sciogliendo-in-antartide-sta-gia-contribuendo-allinnalzamento-del-livello-del-mare/</link>
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		<pubDate>31 Ago 2018 15:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente e Cambiamento climatico]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Secondo una nuova ricerca, lo scioglimento del ghiaccio in Antartide ha provocato un aumento del livello globale del mare di ben 7,6 millimetri dal 1992 - e circa il 40% di questi, cioè 3 millimetri, si sono aggiunti solo negli ultimi cinque anni.<br />- Questo è il risultato di un'importante collaborazione scientifica di valutazione climatica chiamata IMBIE (Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature la scorsa settimana.<br />- I risultati dell'IMBIE dimostrano come l'Antartide stia perdendo ghiaccio ad un ritmo tre volte più veloce rispetto a sei anni fa. Prima del 2012, l'Antartide perdeva ghiaccio ad un ritmo abbastanza costante di 76 miliardi di tonnellate all'anno, contribuendo di circa 0,2 millimetri all'innalzamento del livello del mare. Dal 2012 al 2017, tuttavia, il tasso di perdita è aumentato drasticamente a 219 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno, facendo alzare il livello del mare di circa 0,6 mi<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Nel luglio dello scorso anno, un blocco di ghiaccio di 5.800 chilometri quadrati si è staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen in Antartide, cadendo nell&#8217;Oceano Antartico. Ne è risultato un iceberg enorme, grande all&#8217;incirca come lo stato americano del Delaware, che tuttavia non ha contribuito all&#8217;innalzamento del livello del mare, poiché già galleggiava sulla superficie dell&#8217;oceano prima di staccarsi dal corpo di ghiaccio principale. Ma molti altri ghiacciai si stanno sciogliendo nel continente, e trovandosi sulla terraferma lo scioglimento dei loro ghiacci causerà l&#8217;innalzamento del livello del mare sulla terra. Oggi abbiamo una delle stime più affidabili di sempre di quanto questi ghiacci contribuiscano a questa situazione. Secondo una nuova ricerca, lo scioglimento del ghiaccio in Antartide ha provocato un aumento del livello globale del mare di ben 7,6 millimetri dal 1992 &#8211; e circa il 40% di questi, cioè 3 millimetri, sono aumentati solo negli ultimi cinque anni. Questo è il risultato di un&#8217;importante collaborazione scientifica di valutazione climatica chiamata IMBIE (Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature la scorsa settimana. Andrew Shepherd dell&#8217;Università di Leeds nel Regno Unito e Erik Ivins del Jet Propulsion Laboratory della NASA in California hanno guidato un team di 84 scienziati provenienti da 44 organizzazioni internazionali che hanno utilizzato 24 rilevazioni satellitari per produrre la valutazione. I ricercatori fanno notare che in Antartide c&#8217;è abbastanza ghiaccio per incrementare il livello globale del mare di 58 metri, il che ci dà la misura di quanto sia&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/08/il-ghiaccio-che-si-sta-sciogliendo-in-antartide-sta-gia-contribuendo-allinnalzamento-del-livello-del-mare/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<title>Una mega-colonia di pinguini, scoperta attraverso satelliti e droni, ravviva le speranze degli scienziati</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2018/04/mega-colonia-pinguini-scoperta-satelliti-droni-ravviva-le-speranze-degli-scienziati/</link>
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		<pubDate>23 Apr 2018 15:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mongabay.com]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Animali, Buone notizie per l'ambiente, Fauna selvatica, e Uccelli]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Gli scienziati hanno scoperto una mega-colonia di pinguini di Adelia nelle remote isole Danger dell’Antartide.<br />- I ricercatori hanno utilizzato droni quadrirotori per scandagliare i loro annidamenti in maniera automatizzata e hanno poi usato dei software per rielaborare le immagini dei singoli annidamenti.<br />- Tale metodo ha consentito un calcolo veloce e altamente accurato delle osservazioni sul campo.<br />- Lo studio convalida la metodologia che combina le immagini satellitari con la ricerca effettuata sul campo attraverso l’ausilio di veicoli ariali inanimati (UAV).<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Gli scienziati hanno scoperto una ‘supercolonia’ di pinguini di Adelia nelle remote isole Danger dell’Antartide. Ciò ha alimentato la speranza che questa popolazione di uccelli non stia declinando così rapidamente come si era pensato. La scoperta, documentata in uno studio che è stato pubblicato agli inizi di marzo nel Scientific Reports, è giunta dopo che la biologa Heather Lynch, della Stony Brook University, e Matthew Schwaller, della NASA, hanno notato nel 2014 ciò che sembravano macchie di guano nelle immagini satellitari delle Danger Islands, una remota catena di isole normalmente ghiacciate a largo della penisola antartica. Un UAV (aeromobile a pilotaggio remoto) in volo. A cura di Casey Youngflesh, Stony Brook University Pinguini di Adelia. A cura di Michael Polito, Louisiana State University Nel dicembre del 2015, Lynch e un team di ricercatori multinazionali hanno intrapreso una spedizione sulle isole trovandovi migliaia di uccelli nidificanti. Gli scienziati hanno utilizzato dei droni quadrirotori per sondare gli annidamenti jn maniera automatizzata, utilizzano poi dei software per sviluppare le immagini dei singoli nidi. Tale metodo ha permesso di ottenere in maniera veloce e molto accurata una stima relativa alle osservazioni sul campo. “I droni ci permettono di sorvolare l’ isola in una sorta di griglia scattando una foto ogni secondo da attaccare poi all’interno di un enorme collage che mostra l’intero continente in 2D e in 3D”, ha dichiarato Hanumant Singh, co-autore dello studio e ingegnere della Northeastern University che ha sviluppato le immagini e il sistema di navigazione dei droni A cura&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2018/04/mega-colonia-pinguini-scoperta-satelliti-droni-ravviva-le-speranze-degli-scienziati/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le 10 migliori BUONE notizie sull’ambiente del 2016</title>
		<link>https://it.mongabay.com/2017/01/le-10-migliori-buone-notizie-sullambiente-del-2016/</link>
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		<pubDate>20 Gen 2017 15:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shreya Dasgupta]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<locations><![CDATA[Africa, America meridionale, Antartico, Artico, Asia, Asia sud-orientale, Borneo, Canada, Cina, Colombia, Guatemala, India, Indonesia, Malesia, Myanmar, Oceano Artico, Oceano Atlantico, Repubblica Democratica del Congo, e Stati Uniti]]></locations>
		
				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Biodiversità, Conservazione, Deforestazione, Fauna selvatica, Foreste, Foreste tropicali, Oceani, e Specie in pericolo]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- Alcune specie animali hanno mostrato segni di ripresa dopo anni di declino.<br />- Nel 2016 il mondo ha protetto seriamente i nostri oceani istituendo alcune delle più grandi aree marine protette mai create.<br />- Alcuni paesi hanno agito per chiudere il mercato interno di avorio, mentre dei ricercatori hanno individuato l’albero più alto del mondo.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[Come sempre, Mongabay ha trattato diverse storie sull’ambiente quest’anno. Mentre alcune specie si sono estinte, ne sono state scoperte parecchie nuove. Alcune foreste sono state distrutte, ma altre sono state ripristinate. Proponiamo qui di seguito alcune delle notizie “più felici” del 2016 (in nessun ordine particolare), dall’istituzione di vasti parchi marini e specie animali in ripresa dopo anni di declino, a una riserva per i primati più grandi del pianeta e maggiori restrizioni per il traffico di fauna selvatica. 1. In ripresa animali quasi estinti Per alcuni animali il 2016 è stato un buon anno. Ad esempio, per l’urocione delle Channel Islands, in California. Ad agosto lo United States Fish and Wildlife Service statunitense ha proposto di rimuovere dalla Federal List of Threatened and Endangered Wildlife tre sottospecie di urocione delle Channel Islands che si trovano sulle isole di San Miguel, Santa Rosa e Santa Cruz. Secondo lo USFWS, questo è stato il più rapido recupero di una specie di mammiferi nella storia dell’Endangered Species Act, ottenuto grazie a un vigoroso piano di recupero. Un’altra specie della California, la rana della Sierra Nevada dalle zampe gialle, ha mostrato veloci segni di ripresa. Un tempo prossime all’estinzione, secondo uno studio recente il numero di queste rane sembra essere settuplicato negli ultimi 20 anni. Quest’anno l’efficacia delle misure di conservazione si è rivelata anche nel miglioramento dello stato di conservazione di specie come il panda gigante, l’antilope tibetana, il wallaby dalle briglie e il ratto dei nidi intrecciati maggiore. Il panda gigante,&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2017/01/le-10-migliori-buone-notizie-sullambiente-del-2016/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Creata in Antartide la più grande area marina protetta al mondo</title>
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		<pubDate>28 Nov 2016 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Shreya Dasgupta]]></dc:creator>
		<author><![CDATA[Maria Angeles Salazar]]></author>
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				<topic-tags><![CDATA[Ambiente, Animali, Aree protette, Buone notizie per l'ambiente, Conservazione, Fauna selvatica, e Oceani]]></topic-tags>
		
		
						<description><![CDATA[- La scorsa settimana, all’unanimità 25 governi  hanno deciso di creare la più grande area marina protetta al mondo vicino l’Antartide.<br />- La nuova area marina protetta, che dovrebbe entrare in vigore nel dicembre 2017, sarà disposta per proteggere circa 1,55 milioni di chilometri quadrati del mare di Ross intorno all’Antartide.<br />- Secondo l’accordo, il 72% dell’area marina sarà zona di riserva integrale, in cui sarà vietato qualsiasi tipo di pesca. La protezione sarà in vigore  per 35 anni.<br />]]></description>		
						<content:encoded><![CDATA[La scorsa settimana, 24 paesi e l’Unione Europea hanno deciso all’unanimità di creare la più grande area marina protetta al mondo vicino l’Antartide. L’accordo è stato raggiunto durante la riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide (CCAMLR), tenutasi a Hobart in Australia. La nuova area marina protetta (MPA), che dovrà entrare in vigore nel dicembre 2017, sarà disposta per proteggere circa 1,55 milioni di chilometri quadrati del mare di Ross in Antartide – un’area più grande di Francia, Germania e Spagna messe insieme. Secondo l’accordo, il 72% dell’area marina – quasi 1,1 milioni di chilometri quadrati – sarà zona di riserva integrale, in cui qualsiasi tipo di pesca sarà vietato. Verranno ricavate delle zone speciali dove la raccolta di crostacei e altri pesci sarà permessa solo ai fini della ricerca. La protezione sarà in vigore per 35 anni. “La creazione della MPA nel mare di Ross è un’incredibile passo avanti per la protezione delle specie marine,” ha dichiarato John Kerry, Segretario di Stato degli Stati Uniti. Mappa realizzata dal WWF che mostra l’area marina protetta del mare di Ross. Il mare di Ross nell’Antartide, situato a sud della Nuova Zelanda, è considerato una delle regioni marine più incontaminate al mondo. Uno studio del 2011, pubblicato nel Biological Conservation l’ha definito “il tratto di oceano meno colpito a livello antropico rimasto sulla Terra”, relativamente privo dell’inquinamento diffuso, delle specie invasive, dell’estrazione e della pesca eccessiva. Il mare di Ross da rifugio a un’immensa diversità di vita marina.&hellip;This article was originally published on <a href="https://it.mongabay.com/2016/11/creata-antartide-la-piu-grande-area-marina-protetta-al-mondo/" data-wpel-link="internal">Mongabay</a>]]></content:encoded>
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