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Lemuri a fine partita: gli scienziati propongono un piano ambizioso per salvare la famiglia di mammiferi più a rischio del pianeta
(07/16/2014) Lʼevoluzione, con la sua meravigliosa stranezza, ha collocato in un unico luogo della Terra il 20 per cento di tutti i primati. Ed è sorprendente che nessuno di questi primati, in realtà unʼintera famiglia ben distinta, si trovi altrove. Questo luogo è, naturalmente, il Madagascar e i primati in questione sono, naturalmente, i lemuri. Purtroppo però, la remota isola del Madagascar, un tempo paradiso sicuro per gli esperimenti evolutivi della natura, è diventato un incubo ecologico. Sovrappopolazione, povertà estrema, instabilità politica, agricoltura “taglia e brucia”, disboscamento illegale a scopo di lucro ed esplosione del mercato del bushmeat hanno messo il 94% dei lemuri del pianeta a rischio estinzione, rendendoli i mammiferi più minacciati al mondo. Per suscitare una reazione immediata a questo rischio, i conservazionisti hanno divulgato oggi, sulla rivista Science, un piano triennale di emergenza per salvaguardare 30 importanti foreste in cui dimorano queste specie.


Nuove mappe evidenziano le priorità nella tutela ambientale a livello mondiale
(07/11/2014) In quale regione del mondo i mammiferi sono più in pericolo? Dove si trova il maggior numero di specie di uccelli? E dove vengono scoperti nuovi anfibi? Indonesia e Malesia sono la risposta alla prima domanda; Amazzonia alla seconda e le Ande alla terza. Un nuovo studio della rivista statunitense Proceedings of the National Academy of Sciences - PNAS (Atti dell’Accadamia Nazionale delle Scienze, ndr) ha utilizzato dati raccolti a livello mondiale su 21.000 mammiferi, uccelli ed anfibi, per creare eccezionali mappe che evidenziano la mancanza di priorità nella tutela ambientale.


La pesca a strascico: un metodo distruttivo che sta trasformando i fondali marini in deserti
(07/09/2014) La pesca a strascico è una pratica utilizzata nella pesca commerciale in tutto il mondo e consiste nel trascinare una grande e pesante rete sul fondo dell'oceano, per poi tirare su tutto ciò che incontra lungo il percorso. Precedenti studi hanno attribuito a questo tipo di pesca un significante impatto sull'ambiente, come la raccolta di un vasto numero di specie non bersaglio, collettivamente chiamate “catture accessorie”, o la distruzione dei bassi fondali. Ora, un nuovo studio pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences (Atti dell'Accademia nazionale delle Scienze degli Stati Uniti) mostra che tale metodo a lungo termine porterà a drammatiche conseguenze anche nelle zone più profonde dell'oceano e non solo.


35 sconcertanti foto del commercio di pinne di squalo
(07/09/2014) Un quarto delle specie di squalo e di razza sono a rischio estinzione, avverte uno studio scientifico pubblicato il mese scorso. Lo studio, pubblicato nella rivista Open Access eLife del 21 gennaio, è il risultato della collaborazione tra 300 studiosi di 64 diversi paesi. La tesi dello studio è che la sovrapesca è la maggiore minaccia per la gran parte delle specie, sottolineando che fino a 73 milioni di squali vengono uccisi ogni anno esclusivamente per le loro pinne.


Cucciolo adorabile di olinguito fotografato in Colombia (foto)
(06/30/2014) Alcuni ricercatori di ritorno da una spedizione in una foresta nebulosa della Colombia hanno pubblicato delle foto dell'olinguito, un carnivoro la cui scoperta è recentissima.


Fototrappola riprende raro felino che caccia un animale corazzato (VIDEO)
(06/27/2014) In un recente video distribuito dal progetto per la tutela della biodiversità del Gashaka Gumti, il più grande parco nazionale nigeriano, appare uno dei gatti selvatici meno conosciuti al mondo. Il video, girato con l’ausilio di una fototrappola, mostra un gatto dorato africano (Profelis aurata) intento a cacciare un pangolino tricuspide (Manis tricuspis), uno strano mammifero ricoperto di squame. Il progetto è coordinato dallo zoo di Chester in Gran Bretagna, come parte del programma di tutela "Act for Wildlife".


Greenpeace accusa la Herakles Farms e il governo camerunense di disboscamento illegale
(06/24/2014) Greenpeace ha accusato una delle aziende di olio di palma più discusse al mondo, la Herakles Farms, di collusione con gli alti funzionari di governo per la vendita di legname illegale in Cina. Secondo un nuovo rapporto del gruppo ambientalista, un accordo segreto tra il Ministro per le Foreste del Camerun, Ngole Philip Ngwese e Herkales Farms — attraverso una società fittizia — potrebbe far naufragare l'accordo del paese con l'UE per una migliore gestione del legname.


Il Gruppo APP s’impegna nella tutela e il recupero di 1 milione di ettari di foresta indonesiana; il WWF garantisce il suo aiuto
(06/16/2014) Il Gruppo Asia Pulp & Paper (APP), la più grande azienda Indonesiana di polpa e carta, a lungo bersaglio di attivisti ambientali, è oggi impegnato a proteggere e recuperare 1 milione di ettari di foreste in Indonesia. L’impegno, che riguarda una superficie equivalente all'area totale delle piantagioni da cui l'azienda si riforniva di polpa nel 2013, è stato subito accolto positivamente dal WWF, che fino ad oggi è stato uno degli oppositori più convinti del Gruppo.


Orrori sottomarini: gusci di vita sottomarina corrosi nella costa statunitense
(06/06/2014) Potrebbe essere la trama di un film horror: un giorno gli esseri umani si svegliano per scoprire che i cambiamenti chimici nell’atmosfera stanno sciogliendo parti dei loro corpi. Ma per i piccoli animali sottomarini come i tecosomati, o pteropodi, questo è quello che succeed nella costa occidentale degli Stati Uniti. L’aumento di carbonio nell’oceano sta corrodendo i gusci dei tecosomati, piccole lumache di mare che sostengono gran parte della catena alimentare oceanica, ed anche le prede del salmone rosa, dello sgombro, e dell’aringa.


In 20 anni convertiti 3,5 milioni di ettari di foreste indonesiane e malesi per lʼolio di palma
(06/04/2014) Tra il 1990 e il 2010 in Indonesia, Malesia e Papua Nuova Guinea circa 3,5 milioni di ettari (8,7 milioni di acri) di foresta sono stati convertiti in piantagioni di palma da olio: è quanto viene riportato da un insieme esaustivo di articoli pubblicati dalla Tavola Rotonda per lʼOlio di Palma Sostenibile (RSOP).


Stella McCartney s’impegna a utilizzare tessuti provenienti da foreste gestite in modo sostenibile
(06/02/2014) Il marchio di lusso della moda Stella McCartney ha promesso di eliminare, da aprile 2017, dalla sua filiera di fornitori, i tessuti provenienti dalla distruzione di foreste antiche e in via d’estinzione.


Il Principe saudita uccide il due per cento della popolazione globale di uccelli in via d’estinzione
(05/27/2014) In un safari di caccia di tre settimane tra il 31 e l’11 gennaio di quest’anno, il principe dell’Arabia Saudita Fahd bin Sultan bin Abdulaziz Al Saud e la sua squadra hanno sparato, secondo quanto riportato, a 2100 otarde di Macqueen (Chlamydotis macqueenii) nel Balochistan, Pakistan. Gli scienziati non sono sicuri su quante otarde siano ancora vive, ma le loro stime si aggirano sui 100mila in giù.


La rivoluzionaria tecnologia di Google in aiuto alle foreste
(05/23/2014) Il World Resources Institute (WRI) a febbraio ha annunciato il lancio di un software che promette di rivoluzionare il monitoraggio delle foreste. Global Forest Watch (GFW) è il nome della piattaforma sviluppata nel corso di svariati anni in collaborazione con più di 40 partner. Essa permette di estrarre un'enorme quantità di "big data" riguardo tutti i “polmoni verdi” del mondo e di tradurli in mappe interattive e grafici che rivelano l'andamento della loro distruzione, del loro recupero e dell'espansione dell'industria del settore. Il Global Forest Watch è il primo strumento in grado di monitorare a cadenza mensile il verde di tutto il mondo, permettendo alle autorità e agli ambientalisti di agire per combattere la deforestazione in atto.


Quasi il 90 percento del diboscamento nella RDC è illegale
(05/12/2014) Il settore forestale nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) è completamente fuori controllo, secondo un nuovo rapporto rivelatore . Compilato dalla Chatham House, il rapporto stima che almeno l'87 percento del diboscamento nella RDC era illegale nel 2011, rendendo la RDC come la nazione a più alto rischio al mondo per l'acquisto legale di prodotti di legno.


Una mappa forestale ad alta risoluzione supportata da Google rivela una massiccia deforestazione globale
(05/12/2014) Oggi i ricercatori hanno rilasciato uno strumento, atteso da tempo, in grado di rivelare l’estensione delle perdite e degli incrementi di superficie forestale su scala globale. Basato sulla potente piattaforma cloud di Google la mappa forestale interattiva fornisce una nuova base per misurare la deforestazione e la riforestazione per tutti i biomi e tipi di foreste in tutti i Paesi del mondo.


Lo spaventoso bilancio del traffico d'avorio: in 12 anni sterminato il 65% della popolazione mondiale di elefanti delle foreste. (attenzione: immagini forti)
(05/05/2014) Secondo le recenti stime degli ambientalisti, riuniti alla Conferenza di Londra, negli ultimi dieci anni gli elefanti delle foreste sono stati vittime di un massacro senza precedenti a causa delle loro zanne. Negli ultimi 12 anni il 65% degli esemplari è stato sterminato dai bracconieri, che annualmente arrivano ad uccidere addirittura il 9% dell'intera popolazione. Uno studio sulla genetica condotto nel 2010 ha riconosciuto questi pachidermi come una specie distinta, ben lontani dai più conosciuti elefanti della savana così come l'elefante asiatico è un lontano parente del mammut. Queste scoperte rendono il problema ancora più urgente.


I Big data mostrano i mammiferi tropicali in diminuzione
(05/05/2014) La più grande iniziativa di fototrappola a distanza - che monitora 275 specie in 17 aree protette - sta ottenendo l'assistenza di alcuni big data di Hewlett-Packard (HP). Ad oggi, il programma di monitoraggio conosciuto come la rete Tropical Ecology Assessment and Monitoring (TEAM) (Monitoraggio e valutazione dell'ecologia tropicale) ha scattato oltre 1 milione e mezzo di foto di animali in 14 Paesi tropicali, ma gli ambientalisti hanno avuto difficoltà relative ad una veloce valutazione del flusso dei dati.


Il preoccupante declino delle farfalle monarca
(05/02/2014) Secondo il WWF, quest'anno, il numero di farfalle monarca che ha svernato in Messico ha raggiunto il livello più basso mai registrato prima. Qui, questi insetti attualmente coprono solo 0.67 ettari di foresta, con una diminuzione del 44 per cento dal 2012 quando la popolazione era già estremamente scarsa. Per dare un'idea, la copertura media di questo esemplare dal 1994 a oggi era di 6.39 ettari, ovvero circa dieci volte quella di quest'anno. Per anni gli ambientalisti hanno temuto che la deforestazione in Messico avrebbe significato la fine della migrazione della monarca, ma ora gli scienziati affermano che i cambiamenti nell'agricoltura e della linea politica di Stati Uniti e Canada - incluso il mais OGM e la perdita di habitat - stanno distruggendo uno dei più grandi fenomeni migratori al mondo.


Specie dimenticate: il quasi estinto primate a cui è possibile sparare a vista
(04/22/2014) Tutti conoscono animali come la tigre, il panda, la balenottera azzurra, ma cosa si sa riguardo agli altri milioni di specie che popolano il nostro pianeta? Molte di queste sono meravigliose, splendide, eppure le specie più rare ricevono poca attenzione dai media, dai gruppi ambientalisti e dal pubblico. Questa serie si pone l’obiettivo di dare alle “specie dimenticate” la considerazione che meritano.


La Malesia ha il più alto tasso di deforestazione al mondo secondo la mappa delle foreste di Google
(04/21/2014) La superficie forestale della Malesia risulta essere diminuita del 14.4% nell’arco del periodo summenzionato. Tale percentuale equivale a 47.278 chilometri quadrati: un’area più estesa della Danimarca.


“Armageddon ecologico”: scomparsa dei mammiferi dai frammenti forestali dopo 25 anni.
(04/21/2014) La rivista Science pubblica un nuovo studio: con la riduzione delle foreste tropicali a frammenti sempre più piccoli, l’estinzione dei mammiferi è più vicina. Gli scienziati hanno riscontrato un rapido declino dei piccoli mammiferi nativi della riserva Chiew Larn in Thailandia dopo averli monitorati per più di 25 anni, in cui la maggior parte delle foreste si sono svuotate quasi del tutto.


Il cambiamento climatico potrebbe distruggere la foresta nebulosa andina, habitat di migliaia di specie impossibili da trovare altrove
(04/16/2014) Secondo un nuovo preoccupante articolo pubblicato sulla rivista open source PLoS ONE, uno degli ecosistemi più ricchi del pianeta potrebbe non sopravvivere a un clima più caldo senza lʼaiuto dellʼuomo. Anche se meno studiate rispetto alle foreste pluviali situate in aree pianeggiati, le foreste nebulose delle Ande sono famose per lʼesplosione di vita che ospitano, comprendente migliaia di specie impossibili da trovare altrove. Molte di queste specie, che vanno da felci leggiadre e da orchidee meravigliose a rane piccolissime, prosperano in piccoli habitat dipendenti dalla temperatura. Ma cosa succede se il clima si fa più cal?


La terra degli animali: esplorando la biodiversità nascosta del nostro pianeta
(04/16/2014) Molte delle specie sulla Terra non sono mai viste. Infatti, non abbiamo idea del loro aspetto, ancor meno di quanto sono spettacolari. Per totale, le persone possono riconoscere specie piuttosto poche della loro zona, ancor meno quelle di altri continenti. Questa scissione porta ad una inabilità nel pubblico nel localizzare la biodiversità e di conseguenza, alla sua perdita.


Il divieto di deforestazione in Costa Rica funziona
(04/14/2014) Il divieto del Costa Rica di eliminazione delle foreste “mature” sembra essere efficace per promuovere l’espansione agricola nei territori non forestati, secondo uno studio pubblicato oggi sulla rivista Environmental Research Letters.


Il capovaccaio nei Balcani. Una storia di conservazione piena di speranza ma pericolosa
(04/11/2014) “Sembrano umani: hanno la pelle senza piumaggio, le rughe, delle accociature... forse per questo a molta gente non piacciono,” ha dichiarato Stoyan Nikolov dell'Associazione bulgara per la conservazione degli animali parlando del capovaccaio (Neophron percnopterus).


La popolazione dei rinceronti di Sumatra ridotta a meno di cento esemplari
(04/03/2014) Secondo l'ultima e sconfortante stima degli esperti, oggi sopravvivono nel mondo meno di 100 rinoceronti di Sumatra. L'ultimo sondaggio del 2008 ne calcolava 250 esemplari, ma quella stima appare adesso ottimistica ed è stata ridotta del sessanta percento. Tuttavia, nell'ambito della recente conferenza promossa dalla Commissione per la Salvaguardia delle Specie afferente all' Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN SSC), gli ambientalisti hanno risposto con un accordo nuovo e importante tra i governi di Indonesia e Malesia.


I video delle fototrappole possono aiutare a proteggere Yasuní dalle trivellazioni petrolifere?
(03/28/2014) Solo dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile: riprese video chiare come il giorno di un giaguaro che attraversa con passo lento l’impenetrabile Amazzonia, di un porcospino dalle spine bicolori in equilibrio su un ramo, di un branco di scimmie ragno che si nutre di argilla o di un gruppo di piccoli coati che, uno per volta, sbucano correndo dal denso fogliame.


Amazzonia, deforestazione in aumento negli ultimi anni
(03/21/2014) Secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali (INPE), nell’ultimo anno il tasso di deforestazione nella foresta amazzonica brasiliana sembra essere aumentato in maniera considerevole.


Retroazione negativa: lʼacidificazione degli oceani aggrava il riscaldamento globale
(03/11/2014) Come se lʼacidificazione degli oceani e il cambiamento climatico non fossero abbastanza preoccupanti (entrambi sono causati dalle sempre crescenti emissioni di anidride carbonica), una nuova ricerca pubblicata da Nature ha scoperto che lʼacidificazione degli oceani intensifica il riscaldamento globale facendo aumentare ancora la temperatura della terra.


Gli scienziati fanno una delle più grandi scoperte del secolo per il mondo animale – un nuovo tapiro
(03/10/2014) Gli scienziati hanno annunciato oggi di aver scoperto una nuova specie di tapiro nel Brasile e in Colombia e verrà visto come una delle più grandi scoperte zoologiche (letteralmente) del ventunesimo secolo. Il nuovo mammifero, sconosciuto alla scienza ma conosciuto dalle tribù indigene locali, è uno dei più grandi animali sul continente, nonostante è ancora il più piccolo tra i tapiri. Come viene annunciato nel Giornale della Mammalogia, gli scienziati hanno chiamato il nuovo tapiro Tapirus kabomani, dal "tapiro" Paumari: “Arabo kabomani.












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