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Specie dimenticate: il quasi estinto primate a cui è possibile sparare a vista
(04/22/2014) Tutti conoscono animali come la tigre, il panda, la balenottera azzurra, ma cosa si sa riguardo agli altri milioni di specie che popolano il nostro pianeta? Molte di queste sono meravigliose, splendide, eppure le specie più rare ricevono poca attenzione dai media, dai gruppi ambientalisti e dal pubblico. Questa serie si pone l’obiettivo di dare alle “specie dimenticate” la considerazione che meritano.


La Malesia ha il più alto tasso di deforestazione al mondo secondo la mappa delle foreste di Google
(04/21/2014) La superficie forestale della Malesia risulta essere diminuita del 14.4% nell’arco del periodo summenzionato. Tale percentuale equivale a 47.278 chilometri quadrati: un’area più estesa della Danimarca.


“Armageddon ecologico”: scomparsa dei mammiferi dai frammenti forestali dopo 25 anni.
(04/21/2014) La rivista Science pubblica un nuovo studio: con la riduzione delle foreste tropicali a frammenti sempre più piccoli, l’estinzione dei mammiferi è più vicina. Gli scienziati hanno riscontrato un rapido declino dei piccoli mammiferi nativi della riserva Chiew Larn in Thailandia dopo averli monitorati per più di 25 anni, in cui la maggior parte delle foreste si sono svuotate quasi del tutto.


Il cambiamento climatico potrebbe distruggere la foresta nebulosa andina, habitat di migliaia di specie impossibili da trovare altrove
(04/16/2014) Secondo un nuovo preoccupante articolo pubblicato sulla rivista open source PLoS ONE, uno degli ecosistemi più ricchi del pianeta potrebbe non sopravvivere a un clima più caldo senza lʼaiuto dellʼuomo. Anche se meno studiate rispetto alle foreste pluviali situate in aree pianeggiati, le foreste nebulose delle Ande sono famose per lʼesplosione di vita che ospitano, comprendente migliaia di specie impossibili da trovare altrove. Molte di queste specie, che vanno da felci leggiadre e da orchidee meravigliose a rane piccolissime, prosperano in piccoli habitat dipendenti dalla temperatura. Ma cosa succede se il clima si fa più cal?


La terra degli animali: esplorando la biodiversità nascosta del nostro pianeta
(04/16/2014) Molte delle specie sulla Terra non sono mai viste. Infatti, non abbiamo idea del loro aspetto, ancor meno di quanto sono spettacolari. Per totale, le persone possono riconoscere specie piuttosto poche della loro zona, ancor meno quelle di altri continenti. Questa scissione porta ad una inabilità nel pubblico nel localizzare la biodiversità e di conseguenza, alla sua perdita.


Il divieto di deforestazione in Costa Rica funziona
(04/14/2014) Il divieto del Costa Rica di eliminazione delle foreste “mature” sembra essere efficace per promuovere l’espansione agricola nei territori non forestati, secondo uno studio pubblicato oggi sulla rivista Environmental Research Letters.


Il capovaccaio nei Balcani. Una storia di conservazione piena di speranza ma pericolosa
(04/11/2014) “Sembrano umani: hanno la pelle senza piumaggio, le rughe, delle accociature... forse per questo a molta gente non piacciono,” ha dichiarato Stoyan Nikolov dell'Associazione bulgara per la conservazione degli animali parlando del capovaccaio (Neophron percnopterus).


La popolazione dei rinceronti di Sumatra ridotta a meno di cento esemplari
(04/03/2014) Secondo l'ultima e sconfortante stima degli esperti, oggi sopravvivono nel mondo meno di 100 rinoceronti di Sumatra. L'ultimo sondaggio del 2008 ne calcolava 250 esemplari, ma quella stima appare adesso ottimistica ed è stata ridotta del sessanta percento. Tuttavia, nell'ambito della recente conferenza promossa dalla Commissione per la Salvaguardia delle Specie afferente all' Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN SSC), gli ambientalisti hanno risposto con un accordo nuovo e importante tra i governi di Indonesia e Malesia.


I video delle fototrappole possono aiutare a proteggere Yasuní dalle trivellazioni petrolifere?
(03/28/2014) Solo dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile: riprese video chiare come il giorno di un giaguaro che attraversa con passo lento l’impenetrabile Amazzonia, di un porcospino dalle spine bicolori in equilibrio su un ramo, di un branco di scimmie ragno che si nutre di argilla o di un gruppo di piccoli coati che, uno per volta, sbucano correndo dal denso fogliame.


Amazzonia, deforestazione in aumento negli ultimi anni
(03/21/2014) Secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali (INPE), nell’ultimo anno il tasso di deforestazione nella foresta amazzonica brasiliana sembra essere aumentato in maniera considerevole.


Retroazione negativa: lʼacidificazione degli oceani aggrava il riscaldamento globale
(03/11/2014) Come se lʼacidificazione degli oceani e il cambiamento climatico non fossero abbastanza preoccupanti (entrambi sono causati dalle sempre crescenti emissioni di anidride carbonica), una nuova ricerca pubblicata da Nature ha scoperto che lʼacidificazione degli oceani intensifica il riscaldamento globale facendo aumentare ancora la temperatura della terra.


Gli scienziati fanno una delle più grandi scoperte del secolo per il mondo animale – un nuovo tapiro
(03/10/2014) Gli scienziati hanno annunciato oggi di aver scoperto una nuova specie di tapiro nel Brasile e in Colombia e verrà visto come una delle più grandi scoperte zoologiche (letteralmente) del ventunesimo secolo. Il nuovo mammifero, sconosciuto alla scienza ma conosciuto dalle tribù indigene locali, è uno dei più grandi animali sul continente, nonostante è ancora il più piccolo tra i tapiri. Come viene annunciato nel Giornale della Mammalogia, gli scienziati hanno chiamato il nuovo tapiro Tapirus kabomani, dal "tapiro" Paumari: “Arabo kabomani.


Yasuní, è ancora possibile evitare lo sfruttamento petrolifero
(02/28/2014) Quando il 15 agosto 2013 il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato di voler abbandonare un progetto innovativo per evitare che un’estesa area del Parco Nazionale dello Yasuní venisse sfruttata per la produzione di petrolio, sembrava che il mondo avesse gettato via il suo ecosistema a più alto indice di biodiversità. Tuttavia, le associazioni ambientaliste e gli attivisti hanno proposto una via alternativa per tenere lontane le compagnie petrolifere dal parco naturale dello Yasuní ITT (abbreviazione per Ishpingo-Tambococha-Tiputini): un referendum nazionale.


L’olio di palma principale responsabile della deforestazione in Indonesia
(02/28/2014) La conversione di foreste per la produzione di olio di palma sembra essere oggi la causa principale della deforestazione in Indonesia, responsabile per circa un quarto della perdita di superficie forestale tra il 2009 e il 2011. E’ quanto asserisce un rapporto di Greenpeace che accusa gli standard di certificazione del settore di non essere in grado di fermare la distruzione delle foreste.


Tassi di deforstazione per i Paesi dell'Amazzonia eccetto il Brasile
(02/17/2014) La deforestazione è aumentata estremamente nei Paesi che ospitano la foresta amazzonica al di fuori del Brasile, secondo una nuova analisi basata su dati satellitari.


Corazzato gigante si rivela un ingegnere indispensabile per lʼecosistema
(02/11/2014) Lʼarmadillo gigante (Priodontes maximus) non si chiama così per caso: pesa, infatti, come un cane di grossa taglia e in lunghezza supera la tartaruga più grande del pianeta. Eppure, nonostante le gigantesche dimensioni, molti tra coloro che vivono dalle sue parti, dallʼAmazzonia al Pantanal, non sanno nemmeno che esista o lo considerano una creatura mitologica. Questo raro esemplare di megafauna è sfuggito per lungo tempo non solo agli studi scientifici ma persino alla comune attenzione dellʼuomo. Tuttavia, il primo studio a lungo termine degli armadilli giganti ha consentito allʼintrepido biologo Arnaud Desbiez di scoprire moltissime nuove informazioni su queste misteriose creature. Desbiez ha documentato per la prima volta non solo la riproduzione dellʼarmadillo gigante, ma ha anche scoperto che questi giganti buoni creano condizioni adatte alla vita di molte altre specie.


La caccia e il disboscamento potrebbero minacciare la salute a lungo termine delle foreste del Congo eliminando gli animali principali
(02/10/2014) La caccia non sostenibile di elefanti, gorilla, antilopi della foresta e altri dispersori di semi potrebbe avere impatti a lungo termine sulla salute e la resilienza delle foreste pluviali del bacino del Congo, come segnala uno studio pubblicato nel giorno di oggi in un’edizione speciale del periodico Philosophical Transactions of The Royal Society B.


Scimpanzé in via di estinzione ed elefanti di foresta trovati nella foresta pluviale che verrà abbattuta per l'olio di palma
(02/10/2014) Un sondaggio biologico sulle foreste distrutte a causa del progetto sull’olio di palma in Camerun ha scoperto 23 specie di grandi mammiferi, tra cui la sottospecie di scimpanzé più minacciata al mondo, lo scimpanzé Nigeria-Camerun (Pan troglodytes ellioti). Il progetto in questione, gestito dalla società statunitense Herakles Farms, è stato oggetto di molte critiche sia localmente che all'estero per la minaccia a una delle terre più ricche biologicamente della foresta Africana e per il mancato accesso delle popolazioni locali alle terre tradizionali.


Popolazione di lemuri scoperta in Madagascar conta soltanto 50 esemplari (foto)
(02/05/2014) I ricercatori hanno scoperto una nuova specie di lemuri – in via d’estinzione – in Madagascar. Il primate viene formalmente descritto nella pubblicazione Molecular Phylogenetics and Evolution.


Il clima terrestre potrebbe scaldarsi più rapidamente che negli ultimi 65 anni di anni
(02/04/2014) Dopo aver condotto una nuova revisione di 27 modelli climatici, gli scienziati sostengono che il clima globale potrebbe subire un riscaldamento come già avvenuto negli ultimi 65 milioni di anni, solo molto, molto più velocemente. Secondo lo studio pubblicato su Science, la temperatura della Terra aumenterà di 4 gradi Celsius ( 7,2 gradi Fahrenheit ) rispetto ai livelli pre-industriali entro il 2100, se continuiamo con l’attuale emissione di gas serra.


Come YouTube ha messo in pericolo il solo primate velenoso al mondo
(01/20/2014) E’ iniziato tutto con un video: nel 2009 in Russia un uomo ha caricato sul popolarissimo sito Youtube un video che lo ritraeva mentre faceva il solletico al suo esotico animale, un lori lento pigmeo del Vietnam. Da allora il video è stato visto oltre un milione di volte. Ma un nuovo studio della rivista open source PloS ONE ha scoperto che video di questo tipo pubblicati su YouTube contribuiscono ad alimentare un crudele commercio illegale che sta mettendo a rischio di estinzione alcuni dei meno conosciuti primati. I lori sono primati piccoli, timidi e notturni che vivono nelle foreste dell’Asia tropicale, ma oggi la sopravvivenza di tutte le otto specie esistenti è minacciata da un commercio illegale in forte crescita, che è stato aiutato da video di lori ripresi mentre vengono solleticati, reggono piccoli ombrelli o fanno altre cose altrettanto “carine” ma assolutamente innaturali.


Forse è rimasto un unico esemplare di ibis eremita della Siria
(01/20/2014) La popolazione orientale degli ibis eremita (Geronticus eremita) si è probabilmente ridotta a un unico uccello nidificante, riferiscono gli ambientalisti osservando lo stormo che si dirada. Si credeva che gli esemplari avessero iniziato a estinguersi a partire dal 1989, finché fu scoperto un piccolo gruppo nel 2002 in Siria. Tuttavia sembra che questo ultimo gruppo stia scomparendo, un esemplare dopo l'altro, nonostante gli sforzi dei gruppi di ambientalisti che sostengono questa distinta popolazione.


Gli zoo chiedono ai governi di agire immediatamente contro il traffico illegale di fauna selvatica (foto)
(01/09/2014) Nel sud del Ciad, in una sola notte di marzo, una banda di bracconieri a cavallo, pesantemente armati, ha ucciso 89 elefanti, trenta dei quali erano femmine incinte. Questo massacro, nonostante sia stato il più grave incidente di bracconaggio dellʼanno, non è nulla a confronto dei 650 elefanti trucidati in un parco del Cameron nel 2012. La caccia di frodo agli elefanti sta raggiungendo nuove cifre da record dal momento che, secondo gli esperti, ogni anno 30.000 elefanti vengono uccisi per lʼavorio delle loro zanne. Il traffico illegale di fauna selvatica, il cui valore ammonta a 19 miliardi di dollari, non sta decimando però solo gli elefanti, ma anche i rinoceronti, i grandi felini, le grandi scimmie e migliaia di specie meno conosciute come i pangolini e i lori lenti. La continua crescita di questa carneficina ha portato i rappresentanti di oltre 40 zoo e di decine di programmi per la salvaguardia degli animali selvatici a rivolgersi ai governi di tutto il mondo affinché questi agiscano immediatamente contro tale crimine, a lungo trascurato, contro la fauna selvatica.


Cosa succederebbe se le aziende dovessero rimborsare il mondo per la distruzione ambientale?
(12/26/2013) L'ambiente è un bene pubblico. Tutti noi condividiamo e dipendiamo per la propria sopravvivenza dall’acqua pulita, dall’ambiente stabile e dall’abbondante biodiversità, per non parlare di salute e benessere sociale. Ma nella nostra attuale economia globale, le industrie possono spesso distruggere e inquinare l'ambiente -danneggiando la salute pubblica e le comunità- senza pagare un risarcimento adeguato per il bene pubblico. Gli economisti chiamano questo processo "esternalizzazione dei costi", cioè il costo del degrado ambientale in molti casi è sopportato della società, invece che dalle aziende che lo provocano. Un nuovo rapporto TEEB (L'economia degli ecosistemi e della biodiversità), condotta da Trucost, evidenzia la portata del problema: l’inestimabile capitale naturale(cioè quello che non viene preso in considerazione dal mercato globale) valeva 7.300 miliardi di dollari nel 2009, pari al 13 per cento della produzione economica mondiale di quell'anno. In altre parole, nell’attuale sistema economico le aziende stanno costringendo la società globale, i loro governi, e le future generazioni a supportare un debito di 7300 miliardi dollari, e questo solo nel 2009. Altrettanto importante, lo studio ha rilevato che nessuna delle industrie di "alto rischio" sarebbe redditizia se rappresentasse solo il proprio capitale naturale.


Cancellare un'estinzione: scienziati riportano l'ibis eremita in Europa dopo 300 anni
(12/23/2013) L'Ibis eremita (Geronticus eremita), è un uccello migratore. Una volta, l'Ibis eremita viveva in Medio Oriente, in Nord Africa e nel sud e nel centro dell'Europa, ma a causa della caccia, della perdita di habitat e dell'uso di pesticidi è scomparso dalla maggior parte di queste aree e ora è considerato in "pericolo critico" secondo le categorie IUCN. Si è estinto in Europa 300 anni fa; è quasi estinto in Siria, dove resta un solo individuo registrato nel sito di riproduzione nel 2013; e l'ultimo baluardo rimasto è una piccola popolazione di 500 uccelli in Marocco. Ma ora, un squadra di scienziati austriaci sta lavorando per ristabilire una popolazione autonoma e migrante di Ibis eremita in Europa.


Tasso di deforestazione in calo nei Paesi del bacino del Congo
(12/20/2013) Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Philosophical Transactions of the Royal Society B facente parte di una serie di 18 saggi sulle foreste tropicali della regione, negli ultimi dieci anni il tasso di deforestazione è sceso nei Paesi del bacino del Congo, nonostante lo stesso tasso sia aumentato notevolmente nella Repubblica Democratica del Congo.


Abbattuto lʼ80% della foresta pluviale nel Borneo malese
(12/12/2013) Uno studio globale, che per la prima volta presenta una stima della diffusione della deforestazione industriale e delle strade forestali in aree considerate tra le più selvagge della terra fino a meno di 30 anni fa, rivela che lʼ80% della foresta pluviale del Borneo malese ha subito un forte impatto a causa dellʼabbattimento dei suoi alberi. La ricerca, condotta da un team di scienziati dellʼUniversità della Tasmania, dellʼUniversità della Papua Nuova Guinea e della Carnegie Institution for Science, si è basata sullʼanalisi di dati satellitari raccolti utilizzando il Carnegie Landsat Analysis System-lite (CLASlite), una piattaforma ad accesso gratuito che misura il tasso di deforestazione e di degrado forestale. La stima dello stato delle foreste di questa regione è stata condotta a partire dal 2009.


Come ho incontrato il mammifero sopravvissuto ai dinosauri
(12/12/2013) E così eccomi qua a correre nella foresta, di notte, distante oltre 3.000 chilometri da casa. Questa foresta - fitta, secca e abbastanza spinosa da farti sanguinare – si trova pochi chilometri a nord di una città rurale nella parte più a occidente della Repubblica Dominicana, al confine con Haiti. Sto seguendo un cacciatore e guida locale– o almeno cerco di tenere il suo passo – alla ricerca di uno dei mammiferi più strani al mondo. E’ un animale di cui pochi hanno sentito parlare, ancora meno sono quelli che l’hanno effettivamente visto; perfino la maggior parte dei dominicani non riconosce facilmente il suo nome o la sua fotografia. Ma io ne sono ossessionato da sei anni: il suo nome è “solenodonte”, più precisamente solenodonte di Hispaniola o Solenodon paradoxus, appropriato nome scientifico.


I cinesi perdono 2,5 bilioni di anni di aspettativa di vita a causa del carbone
(12/05/2013) I cinesi che vivono a nord del fiume Huai perderanno in tutto 2,5 bilioni di anni di speranza di vita a causa dell’uso intensivo del carbone nella regione; questa è la conclusione di un nuovo studio pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences.


Greenpeace diffonde immagini drammatiche degli incendi e della cappa di fumo in Indonesia (foto)
(11/19/2013) Greenpeace ha diffuso una serie di foto dalla prima linea degli incendi che a Singapore e in Malesia stanno rilasciando una cappa di fumo e innescando allarmi per la salute.












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